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Ultimo appiglio – Gianpaolo Castellano

25/05/2020

Ultimo appiglio

Ci siamo riusciti. Nonostante molte avversità e disguidi, “Ultimo appiglio” è stampato, grazie al lavoro encomiabile della Tipografia Baima e Ronchetti.

E’ un romanzo “quasi noir”, ambientato tra Torino, le valli del Canavese e della Val Chisone. Tra flashback e avventure alpine si racconta di amicizie tradite, vendette implacabili, cinismo e generosità che attraversano un gruppo di amici, dall’incontro al liceo fino all’età adulta. Sotto traccia balugina il tradimento nei confronti di un qualcosa che sarebbe forse esagerato chiamare ideale, senza il quale, però, la vita appare priva di senso.

Lo potete ordinare presso le vostre librerie di riferimento – che in questo momento hanno un disperato bisogno di lavorare – oppure potete richiederlo direttamente all’autore, scrivendo a gpcastellano@gmail.com

 

Birra fresca – i.b.d.m.

07/07/2020

C’è poco da fare, in questa stagione in cui il calore avanza è un toccasana che riconcilia con il mondo. Non importa se hai dissodato un campo, corso come un matto, spalato due metri cubi di sabbia o semplicemente scendi provato dall’auto e ti trascini dentro casa. Lei è lì, nel frigo, che ti aspetta. Può essere artigianale e pregiata, oppure industriale e low cost, ma non importa: la tua birra fresca ti aspetta fedele e ti regalerà momenti di vera libidine gustativa, scendendo giù per la gola e piano piano rigenerandoti…. Peccato che, finita una, scatta subito la voglia di un’altra.

Cristallo di rocca

06/07/2020

stifterDetta in breve, è la vicenda di due bambini che si perdono sotto una nevicata, passano la notte all’addiaccio e vengono  poi salvati al mattino dopo dai loro compaesani.

In mezzo, ci sono descrizioni di usi, costumi, luoghi avvincenti e ben fatte, che rendono partecipe il lettore della vita di un villaggio tra  i monti dell’Austria.

Forse è un po’ poco per farne un racconto irresistibile, ma a me non è dispiaciuto attardarmi sui singoli particolari di luoghi o persone.

”Cristallo di rocca”

Adalbert Stifter

Adelphi

Caselle Torinese, 06 luglio 2020. Estate che lenta si avvia

 

M il figlio del secolo – Antonio Scurati

05/07/2020

Antonio Scurati – fonte Internet

E’ possibile restare fedeli alla traccia storica e intanto scrivere un romanzo accattivante sulla presa di possesso di Mussolini, in Italia, dal 1919 al 1925?

Scrivere di Mussolini, ancora adesso, non è facile. Si rischia di scivolare nella ideologia, nella dietrologia, nella apologia. Eppure Scurati ci prova, e a mio avviso ci riesce benissimo, soprattutto perché, dividendo il libro in capitoli incentrati su personaggi diversi, riesce a fornire un quadro assai veritiero dell’Italia del primo dopoguerra, delle contrapposizioni del biennio rosso di fronte ai quali sorge il primo fascismo di squadrismo, foraggiato da agrari e industriali.

Dagli inizi deludenti dei primi anni Venti Mussolini si ritrova in poco tempo un seguito di migliaia di camice nere, seguito incrementato anche dall’atteggiamento a volte intransigente  del socialismo massimalista, volto alla rivoluzione pur senza il coraggio di farla davvero.

Facendo un passo di lato rispetto alla narrazione delle vicende politiche, resta il fatto che da questo libro esce il ritratto di un uomo ambizioso, calcolatore, approfittatore delle debolezze e meschinità altrui, che a un certo punto della storia si farà carico del potere che tutti gli altri rifiutano di prendere. Con tutto ciò che ne conseguirà, nel futuro suo  e dell’Italia.

”M il figlio del secolo”

Antonio Scurati

Bompiani

Caselle Torinese, 05 luglio 2020. Lamenti di gufi e civette nel calore della sera estiva

Lame nuove – i.b.d.m.

30/06/2020

fonte Internet

Questo post potrà sembrare di parte, e forse lo è. Si parla della rasatura della barba. Riguardo alla quale esistono due filosofie contrapposte: manutenzione meccanizzata, ovvero operata con rasoio elettrico, e manutenzione manuale. Io sono un discepolo della seconda, pur avendo avuto dei trascorsi nella prima. E il bello dov’è? Nella sublime sensazione che si prova quando si getta la lametta ormai consunta e se ne prende una nuova. Sentire la lama che scorre liscia e intanto – ZAC – taglia netta e inesorabile i peli che fino al giorno prima resistevano tenaci… che emozione. E’ con grande gioia che anche questo momento entra nel Bello del Martedì. E non me ne vogliano imberbi, glabri e quant’altro, se ho ristretto per un attimo la mia platea di complici in questo brivido di piacere.

San Giovanni Battista – i.b.d.m. + 1

24/06/2020

San Giovanni Battista – fonte Internet

Ho spostato il bello del martedì al mercoledì per farlo coincidere con la Natività di San Giovanni Battista, che è celebrata appunto oggi. A sei mesi dal Natale, ovvero dalla Natività di Gesù, incontriamo suo cugino, che preannuncia il fulgore dell’estate. I significati simbolici si sprecano, e non li elenco neppure, tanto a girare per i siti neoceltici e new age ne trovate quanti ne volete. A me questa festa piace, perché è davvero un inizio di estate: la campagna è al massimo della sua potenza, il solleone si prepara a rosolarci, arriva una certa indolenza nel fare le cose. Sì, certo, c’è posto per tutto, ma con calma. Benvenuto, San Giovanni!!

Ultimo appiglio – articolo sul Risveglio

17/06/2020

Si inizia a narrare de “Ultimo appiglio”. Sarebbe troppo facile dire che chi lo ha letto mi ha confessato che gli è molto piaciuto… lascio parlare l’amico Stefano Tubia, che ne ha scritto su “Il risveglio” di giovedì scorso.

Presentazioni? Ne parliamo in autunno. Godetevi l’estate leggendo il libro, così a settembre arrivate preparati!!!

Lucciole – i.b.d.m.

16/06/2020

Lucciole – fonte Internet

La sera d’inizio estate in campagna che sera è senza la danza tremolante delle lucciole? A giugno inizio a scrutare i recessi più bui delle siepi, quelli dove l’illuminazione pubblica e delle case vicine non arriva. E infine eccole, le piccole fiaccole che volano a pelo d’erba. Ti vedo, non ti vedo, ti vedo di nuovo ma pensavo andassi di là. E’ una caccia sottile e gioiosa, come mi immagino il volo della lucciola estiva. Quindi, amici vicini, smorzate un po’ le vostre luci esterne, per non confondere questi simpatici insetti che rischiarano le sere di inizio estate.

Pioggia notturna – i.b.d.m.

09/06/2020

Pioggia notturna a Karasaki – Hirosige

La pioggia che di notte arriva e rinfresca l’aria porta profumo di pulito e di mondo nuovo. Ci si sveglia nel fresco, si tirano su le tapparelle e il cielo grigio e umido annuncia che il meteo è cambiato. Occorre essere grati a chi nel cuore della notte ha verificato che le imposte fossero chiuse per evitare allagamenti e altri disastri, e  poi è un respirare l’aria umida e il canto sommesso degli uccelli che non si azzardano ancora a volare. Intanto, nell’orto, le verdure e l’erba rinverdiscono e si preparano al caldo che verrà.

Diritto a dimenticare – i.b.d.m.

03/06/2020

fonte INTERNET

In un mondo frenetico dove si sommano scadenze, appuntamenti, feste comandate, riposi, chat da seguire, impegni da prendere e rispettare capita che a volte qualcosa salti. Così è saltato l’impegno del bello del martedì di ieri, che vi propongo oggi. La parola d’ordine è dimenticare, anzi, diritto a dimenticare. Mentre tutti accampano diritti ad avere, possedere, accumulare, arricchirsi, io rivendico il diritto a dimenticarmi di qualche scadenza senza per questo dovermi sentire in grandissima colpa, cospargermi il capo di cenere e umiliarmi sulla pubblica via. Dire “Mi spiace, mi sono dimenticato” in maniera civile, tra persone civili, dovrebbe essere sufficiente a lasciare che il tempo e i destini seguano i loro corsi. Vi siete accorti che il sole di mercoledì è sorto lo stesso, vero?

Da Cinzano a Marmorito – verso Crea

29/05/2020

Passa qualche mese, e nel pieno della primavera del COVID ci ritagliamo una giornata per esplorare il sentiero Superga Crea, nel suo tratto intermedio. Partiamo da Cinzano, sempre bella e deserta sul suo colle soleggiato, e subito è discesa per Berzano San Piero. Ci concediamo questa piccola divagazione perché il percorso attraverso la frazione Torrazza e Pogliani già lo consociamo.

Dicevamo, discesa in una conca e deviazione per il sentiero, a scapito della banale strada asfaltata. Peccato che ad un bivio ci teniamo alti, sbuchiamo prima in una vigna, poi in un prato a sfalcio e infine in una selva intricatissima. Poco male, in fondo al prato c’è al carrozzabile che avevamo dapprima snobbato e che ora, pentiti e abbacchiati, raggiungiamo.

Lambiamo appena il paese di Berzano e ci innestiamo sul sentiero ufficiale, diretti a Vezzolano. Discesa verso una cascina e poi nuovo dubbi: bisognerà entrare nel cortile? Ci accolgono nell’ordine: u  cane abbagliante, una giovane donna e un uomo atletico a torso nudo. Questi (gli umani) ci spiegano che il sentiero esiste, occorre seguire un parto fino alla cresta della collina e poi si troverà la grande traccia che arriva dal paese. Vabbè, fiducia e erba alta ci portano  in effetti ad un sentiero segnalato, in mezzo a un bel bosco fresco.

Saliscendi tra dorsi di colline e noccioleti, fino al bivio del sentiero ufficiale che arriva da Cinzano e prosegue per Crea.

Pochi minuti e siamo al cospetto dell’abbazia di Vezzolano, della quale è sempre interessante scoprire nuovi particolari delle sculture della facciata.

Attorno non c’è nessuno, salvo qualche contadino che lavora alle viti o alle nocciole.

Strada asfaltata fino ad Albugnano, balcone del Monferrato.

Breve sosta in piazza e poi saliamo fino al belvedere, di fianco alla chiesa. Qui ci sono i poveri resti dell’olmo del ciabattino, ove Don Bosco portava a spasso i suoi ragazzi. E’ ora un tronco secco, ma ha vegetato fino al 1980.

Attorno aria, ombra e silenzio. Struggenti le lapidi del parco della Rimembranza, dove mi colpisce la relativa abbondanza di uomini caduti alla battaglia di Adua in terra d’Abissinia, il primo marzo del 1896.

 

La meta successiva è avvicinarsi il più possibile a Cocconato, vera porta del Monferrato. Scendiamo da Albugnano per una stradella asfaltata, poi per uno sterro, poi di nuovo per asfalto, poi per un altro sterrato fino in fondo a una valle punteggiata di campi e prati. Si risale con gran pena verso Marmorito San Rocco, facendo una deviazione per visitare una delle colossali panche che decorano queste colline. Infine, eccoci a Marmorito. Cocconato è là davanti, sull’altro lato di un ampio vallone dove corra la Provinciale tra Asti e Casalborgone.

Siamo un po’ stanchi e affamati, e l’ora induce più al desinare che al proseguire. Sosta sulla panchina davanti alla chiesa di San Rocco e nuovo piano di battaglia: si tornerà a Berzano attraverso la cresta della Collina fredda, visitando la chiesetta di San Pietro che dà il nome al paese.

Discesa lungo la strada provinciale, meno trafficata del previsto, poi deviazione su una strada secondaria e, poco oltre un ponticello, ci inoltriamo in un valloncello di campi e boschi. Camminata piacevole a pendenza moderata, che ci porta al vertice del vallone dove troviamo una strada sterrata che punta a Berzano. Breve deviazione per salire alla chiesa di San Pietro, in posizione suggestiva ma che conserva poche tracce dell’impianto romanico originario. Arrivati a Berzano corriamo il rischio di seguire strade sbagliate: un’occhiata alla mappa ci rimanda sulla retta via, ovvero il sentiero perduto all’andata verso Cinzano.

Bosco fitto e ombroso fino al depuratore, ove ci accorgiamo dell’errore commesso: una segnalazione in più sarebbe stata opportuna, secondo il nostro parere. Salita impietosa e siamo in piazza. Missione compiuta, bella camminata in zone per noi nuove, fatta di continui saliscendi e cambi di prospettiva. Orientarsi qui non è semplice, tra infinite dorsali che vanno in direzioni diverse. Una buona carta aiuta, così come tanta umiltà nell’interrogare paesaggi e persone.

 

Caselle,  28 maggio 2020. Le civette stridono alle nuvole serali che avanzano