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“Amore di masca” di Claudio Danzero

24/11/2012
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Non è più Medio Evo, siamo ormai oltre il 1500, ma non per questo i tribunali della Santa Inquisizione lavorano di meno. Ne sanno qualcosa le masche, donne intraprendenti e ribelli al loro destino di serve sottomesse agli usi e costumi di una società governata dagli uomini, che sempre più spesso sono accusate di stregoneria e per questo giudicate colpevoli dall’autorità ecclesiastica e mandate al rogo dal potere temporale.

Condanna che spesso arrivo sulla base di equivoci, dicerie, parole dette in un momento di rabbia alla persona sbagliata. Dai pochi indizi si arriva ad interrogatori il cui scopo non è tanto il verificare le accuse quanto confermare una colpevolezza già decisa nella forma mentale dell’inquisitore.

E’ Giulia, giovane donna castellamontese, ad incappare nelle maglie della Inquisizione e a vedersi rinchiusa dapprima nella Pieve di Santa Maria di Doblazio, a Pont Canavese, e poi nella torre Tellaria del paese.

Due giovani canavesani si daranno da fare per cercare di liberarla, e il libro terminerà con un finale sorprendente.

Claudio Danzero ci accompagna nelle campagne canavesane, la città di Torino appena divenuta capitale del Ducato di Savoia, i dintorni della Val di Susa ed i meandri della Roma papale con una mano sicura e l’occhio pronto a tratteggiare in poche righe gli aspetti salienti dei paesaggi e degli ambienti. Al di là della trama coinvolgente il libro si apprezza proprio per questi squarci su di un’epoca storica di grande fascino, in cui la Chiesa di Roma tentava di conservare un primato morale e scolare messo in discussione dalla Riforma protestante e dalle spinte nazionaliste dei grandi Stati europei in via di consolidamento.

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6 commenti leave one →
  1. Beppeley permalink
    25/11/2012 12:29

    Post perfetto per la giornata contro le violenze sulle donne.

    Il passato dovrebbe favorire un presente più consapevole e sereno, per proiettarci in un avvenire ancora più civile, affinché si possa rispettare tutti gli esseri umani e il creato, come rispettiamo noi stessi.

    Ecco, forse è da lì che dovremmo cominciare…sul “rispettare noi stessi” .

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  2. serpillo1 permalink
    24/11/2012 22:42

    Donne usate come capri espiatori…

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    • 24/11/2012 22:50

      Dovevano scontare lo smacco di un cattivo raccolto, della siccità, di un parto andato a male, della luna storta di qualche pretendente invidioso o respinto. Se puoi leggi il libro, le parti dell’interrogatorio sono le più… le più…. snervanti!

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      • 25/11/2012 20:02

        Se oltre ai libri ti piacciono le canzoni, ti consiglio Lunario di settembre, di Ivano Fossati.

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      • serpillo1 permalink
        26/11/2012 10:38

        Grazie del consiglio 🙂

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Trackbacks

  1. “Amore di masca” – i libri amici « Il passo del lupo

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