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Maillot a Torino – 4 novembre alla Piola di Catia

31/10/2017

piola mailllotMaillot si avventura per le strade di Torino, con un occhio di riguardo alla buona cucina e a posti “puliti, illuminati bene”. Lo troverete sabato 4 novembre alla Piola di Catia, in Via Bibiana 31. A partire dalle 19.30 ci si potrà sollazzare con la merenda sinoira e, a seguire, ci sarà Maillot, stimolato dall’amico Piero Verlucca Frisaglia

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La signora delle Tempeste – Marion Zimmer Bradley

23/10/2017

signora delle tempesteA memoria dopo la lettura del “Signore degli anelli” ero rimasto molto lontano dal genere fantasy, salvo una incursione curiosa nel mondo di Licia Troisi e della sua eroina Pandora. Incursione deludente, alla quale ho rimediato leggendo un classico della letteratura di genere, ovvero questa “Signora delle tempeste” di Marion Zimmer Bradley.

Riavvicinamento positivo: l’autrice sa scrivere benissimo, dipanando una vicenda interessante, senza farcirla di mostri repellenti e avventure ripetitive e noiose come la sua emula nostrana.

Spiegare la trama in un fantasy è abbastanza inutile: di questo libro mi piace il contesto in cui si muovono gli abitanti di Darkover, in cui i regnanti sono ossessionati dal “Potere” (insieme di facoltà psichiche e non solo) che si trasmette per via ereditaria, ma che può comportare lutti e tragedie improvvise e strazianti. Ci sono storie di amore  e di guerra, oltre alla sequela di sentimenti prettamente umani quali l’ambizione, l’invidia, la gelosia, la vendetta, il rancore, la fedeltà, la riconoscenza, la modestia…

Insomma, siamo anni luce lontani dalla sciatteria della Troisi. Non è il mio genere preferito, ma è comunque un buon libro.

 

“La signora delle tempeste” Di Marion Zimmer Bradley – Superpocket

Caselle Torinese, 23 ottobre 2017 – vento e siccità inceneriscono la valle di Susa

Maillot a Favria Canavese – 26 ottobre ore 21

21/10/2017

Pensavate che l’ispettore Maillot avesse rinunciato alle sue indagini, oppure fosse andato in pensione? Errato! In effetti si è concesso una breve pausa, ma ora è ritornato in Canavese e vi aspetta a Favria, giovedì 26 ottobre alle 21, ospite della biblioteca “P. Pistonatto” in Corso Matteotti 8.

A presto!

Con L’Italia Mai – Alfio Caruso

13/10/2017
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Chi erano i Mille del Papa? Uomini che arrivarono da tutta Europa e mezzo mondo per mettersi a disposizione dell’esercito papalino a difendere i confini dello Stato della Chiesa, a partire dai moti del 1820 fino alla presa di Roma da parte delle truppe del neonato Regno d’Italia, nel 1870.

Alfio Caruso ci accompagna nel conoscere questa diversa congerie di soldati, per lo più di estrazione nobile, che spesso si accontentavano di fare i soldati semplici pur di difendere la Chiesa dalle mire nazionaliste della monarchia sabauda, ansiosa di dotare l’Italia della sua capitale naturale.

In questo scampolo di storia patria incontreremo tutti i maggiori protagonisti del Risorgimento, da Carlo Alberto a Raffaele Lamarmora, tratteggiati con tratti arguti e decisi dall’autore. Che non risparmia nulla  a nessuno: alla incostanza e imprevedibilità guascona di Vittorio Emanuele II si adattano l’indole enigmatica di Pio IX, che, forse spaventato dallo scorrere degli eventi, si rinchiuderà in una difesa di privilegi temporali che si collocano ormai fuori dal tempo. Cosicché, alla presa di Roma, sembrerà quasi che l’intero mondo tiri un sospiro di sollievo, nel vedere liquidato l’anacronistico potere temporale dei papi.

In mezzo a questo bailamme ritroveremo Garibaldi e i suoi epigoni, tra i quali Nino Bixio, che avrà un ruolo importante nella battaglia finale.

Stupiscono e commuovono quasi le storie di questi Mille del Papa, soprattutto stupiscono le imprese degli zuavi, infiammati da un ideale di giustizia e fedeltà che durerà più a lungo dello Stato della Chiesa, per arrivare ben oltre la guerra Franco-prussiana degli anni successivi.

Come sempre Alfio Caruso padroneggia la storia con maestria, narrando i fatti con rigore e allo stesso tempo illustrando anche eventi minori che rendono il narrare  ancora più vicino e interessante.

“Con l’Italia mai!”  di Alfio Caruso – Longanesi

Caselle Torinese, 13 ottobre 2017 – tiepida ottobrata di polveri fini che scintillano al sole

Storia naturale della distruzione – W.G. Sebald

08/10/2017

storia distruzioneDallo spunto di una serie di conferenze tenute a Zurigo, Sebald tratta della distruzione delle città tedesche ad opera dell’aviazione alleata, nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Distruzione sistematica e perversa, facente capo ad un piano lucido e allucinante che prevedeva l’annientamento di città e borghi che in diversi casi ben poco avevano da spartire con la macchina bellica tedesca. A fronte di questo accanimento,  l’autore narra della rimozione del ricordo di tali allucinanti esperienze da parte dell’intera società tedesca, a partire da intellettuali e storici che forse avrebbero dovuto comunque tenere traccia e memoria di un tale evento. Ma la rimozione è figlia della indicibile enormità dell’accaduto, oppure è insita nell’indole di un popolo (non necessariamente del popolo tedesco, aggiungerei ) che, nel passare dall’essere una entità dominatrice – come era fino al 1942 –  fino a ritrovarsi interamente distrutto e diviso – come avviene nel 1945 – opera una sorta di amnesia collettiva per potersi comunque raffrontare con il resto del mondo (dei vincitori, aggiungo io).

Amnesia collettiva che stabilisce cordoni sanitari attorno alla eliminazione di intere comunità di cittadini, distrutte annientate dalla spietatezza di bombardamenti, inutili dal punto di vista tattico, ma inquadrati in una strategia di  annientamento morale e psicologico. Sebald non lo accenna apertamente, ma il bisogno di tale amnesia su ciò che è accaduto in Germania tra il 1942 e il 1945 potrebbe – forse – implicare la richiesta di una amnesia retroattiva su quanto suscitato dal nazismo negli anni precedenti, a opera dei “volonterosi carnefici di Hitler”, prima che divenissero a loro volte vittime di sterminio.

Libro duro, non tanto per la descrizione di fatti pur orribili (la donna che trasporta in valigia il cadavere del figlioletto, la sorte orribile di centinaia di uomini e donne intrappolati in un rifugio antiaereo circondato dalle fiamme di tonnellate di carbone) quanto per una domanda inespressa: può un torto subito far dimenticare un torto fatto? E’ giusto dimenticare l’uno e l’altro? E’ possibile farlo? Se un intero popolo ci è riuscito – o, almeno, ci ha provato – non significa forse accettare che l’uomo ripercorra all’infinito il medesimo percorso di orrori e abomini?

“Storia naturale della distruzione” di W.G. Sebald – Adelphi

Caselle Torinese, 08 ottobre 2017 – giorni sfolgoranti di favonio e siccità

A zonzo tra Danubio e Reno – Austria, Germania, Francia e Svizzera

01/10/2017

Duomo di Colonia

Questa estate ci siamo dedicati a girovagare in auto nel cuore della Vecchia Europa, a cavallo tra le Alpi e il corso di due fiumi che nascono vicini e poi si dividono per strade molto differenti. Il Danubio punta a Est, e prima di sfociare nel Mar Nero bagnerà diverse capitali, mentre il Reno punta a Ovest per tuffarsi infine nel Mare del Nord. A cavallo e attorno a questi fiumi si è svolta buona parte della storia europea, a partire dagli accampamenti romani di Ratisbona per arrivare al Parlamento Europeo di Strasburgo. Sono luoghi pieni di storia, a volte anche dolorosa, che ha lasciato segni e testimonianze di epoche diverse. A noi è piaciuto ripercorrerla, almeno in parte. La descrizione dettagliata del viaggio la trovate sul sito di Turisti per caso, qualche immagine sparsa invece si può vedere seguendo questo link.

Settembre dorato – Monte Appenna dalla Val Troncea

27/09/2017

Seytes

Settembre porta la voglia di esplorare luoghi vicini che tuttavia non si era mai trovata l’occasione di frequentare prima. Così è per il Monte Appenna, che fin dai primi giri in Val Troncea (anno 2002) vedevo chiudere la testa della valle. Questo è l’anno giusto per chiudere determinati conti, e il compagno ideale in questo mestiere è l’amico Roberto, canavesano trapiantato in Val Chisone per lavoro e per amore. E quindi ci sorprendiamo in una gelida mattina a lasciare l’auto a Laval e inoltrarci per la strada sterrata che percorrere il fondovalle fino alla Bergeria del Meys, finalmente baciati dal sole Da qui la traccia, divenuta sentiero, risale su una dorsale fino a portarci a una serie di ripiani via via più rocciosi e panoramici, fino al bivacco a pochi minuti dal Colle Clapis. Bivacco che troviamo aperto e fornito di coperte, stufa e vari generi di conforto. Dal colle la vista si apre sulla bifida Valle Argentera e le differenti vallate che portano al Monviso, lontano nelle brume. Un ultimo strappo e siamo in cima al Monte Appenna. Ai piedi il solco della Val Troncea, e poi i monti del Canavese e, più lontani, il Cervino, il Rosa e il Bianco. Dopo un pasto frugale scendiamo a malincuore. Facciamo una digressione al rifugio Troncea (aperto e fornito di birra alla spina), restiamo in quota fino alle case di Seytes a suggere gli ultimi scampoli di sole, e poi scendiamo a Laval, dove l’auto è già in ombra. Settembre scorre, limpido e serafico.

Grazie all’amico Roberto per questa splendida e agognata scarpinata