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Da Cinaglio a Valleandona… sempre Monferrato!!

09/01/2020

Località Preive Mort

Rieccoci di nuovo qua, ai bordi dei Gorghi di Cinaglio, decisi questa volta a puntare verso sud, direzione mare!!

Si comincia subito con il costeggiare un enorme vascone, un tempo usato per macerare la canapa. Si risale un’erta boscosa per sbucare al Pian d’Ariot, un poggio aperto dove resiste ancora qualche esemplare di pino silvestre. Da qui inizia un lungo percorso di cresta, tagliato in mezzo a boschi di castagni, roverelle, frassini, acacie. Attorno gli infiniti dossi del Monferrato, con i sistemi di creste incrociate e valloni dirupati, dove infilare il versante sbagliato può costare deviazioni lunghe e scoperte interessanti. I sentieri segnati si intrecciano e si sovrappongono: noi seguiamo la traccia che ci dovrebbe condurre verso Asti, lungo la direttrice che collega il capoluogo a Colle Don Bosco. Dopo un lungo correre per boschi, vigne e noccioleti, la strada sterrata scende all’improvviso dentro un vallone, attraverso uno spacco impressionante che rivela la successione di orizzonti sabbiosi gialli e grigi depositati da mari preistorici.

Siamo alla località Valdigora di Settime, sul fondo di una valle piatta che collega Cinaglio a Valleandona- Da qui seguiamo il percorso ciclistico che ci porterà a Valleandona dopo aver cavalcato le creste e le colline circostanti. Salite, discese, pochi tratti a mezza costa, incontri con gruppi di case difesi da cancelli e cani furibondi, vecchi ciabot e impianti di noccioleti lasciati in abbandono. L’impressione è quella di una infinita stanchezza che ha svuotato i campi e i boschi, anche se non da così tanto tempo come in Canavese. Qui, sembra che solo l’ultima generazione abbia gettato la spugna, da pochi anni. Chissà, forse un segno della bassa natalità odierna, più che della emigrazione dalle campagne. In effetti siamo a pochi chilometri da Asti, e Torino e Chieri non sono lontane; basterebbe poco a mantenere in vita questi luoghi, se ci fossero tempo, energie e teste per farlo.

 

Proseguono i saliscendi, sempre molto panoramici, finché ormai giunti a Valleandona un ultimo sentiero conduce ad una valletta incantata, immersa nel verde. Si arriva alle spalle di una enorme balena in ferro, simbolo del Parco Paleontologico poco distante. Ma anche qui, una mano di vernice e un giro di decespugliatore renderebbero il luogo più interessante. Valleandona sono poche case attorno a una piazza. In alto una chiesetta di linee modeste, tanto che non ci invita neppure a salire per la visita.

Al ritorno verso Cinaglio passiamo dalla località Preive Mort e dal Bric delle Monache: incenso, preghiere  e morte nello stesso luogo, o quasi. Intrigante.

Ultima discesa in una valletta fangosa, poi è strada fino al bivio per Valdigora di Settime. Da qui ultimi passi nel sole di mezzo pomeriggio, fino a costeggiare l’enorme crotin scavato nelle sabbie gialle dell’Astigiano, e poi ancora una volta siamo ai Gorghi di Cinaglio.

Giornata di solitudine, boschi, vigne e noccioleti: man mano che ci si avvicina al deserto del Roero e delle Langhe, la concentrazione di luoghi abitati diminuisce.

Per ravvivarci un po’, ci fermiamo in vineria a Monale, in un ambiente pulito dall’aria così famigliare che ci riscalda il cuore. La prossima tappa la faremo a sud della Torino-Piacenza!!

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