Skip to content

Minima Ruralia – Massimo Angelini

15/09/2017

Difficile immaginare che in un libretto così ridotto si possano nascondere tanti concetti importanti e profondi. L’autore ci parla di contadini, di semi, di ritorno alla terra, con un tono a metà tra il sorpreso e il dotto che avvince e innamora. Sorpreso nello scoprire una saggezza antica che non è nostalgia dei tempi andati inzuccherata ad uso di cittadini e villeggianti, ma autentico stupore nel ritrovare negli usi e nelle consuetudini passati la traccia di un sentire e vivere legati intimamente ai ritmi della terra e delle stagioni, tanto da dire che le varietà “tipiche” sono semi, piante e frutti che nel corso del tempo si sono diffuse in un luogo, sono state tramandate di generazione in generazione dagli abitanti del luogo e ora e da ora si identificano con quel luogo stesso (intendendo come luogo non solo lo spazio fisico, ma anche il contesto sociale e culturale delle persone che si trovano ad agire “su” quel luogo). E così il discorrere della tipicità di una patata è un mezzo – diciamo anche un pretesto – per narrare della persistenza di una agricoltura lontana dall’industria commerciale che ora la caratterizza. Agricoltura di autosussistenza, o di sussistenza di pochi, che si vorrebbe allargare ad altri – non molti per non snaturarla – in modo da scoprirla sul serio, senza per questo metterla nelle mani di intellettuali, cittadini reinventati, speculatori e affabulatori di mestiere. Scopo non semplice, ma tuttavia individuato nelle sue linee e richieste precise nella “Campagna per il riconoscimento dei contadini”, di cui sarebbe bello avere notizie ulteriori. Un libro che scorre via lento, lascia solchi che vanno approfonditi, semina dubbi e scrolla vane certezze sul predominio della ragione. Significative le parole dell’ultimo capitolo, con la contrapposizione tra epoca simbolica del Medio Evo ed epoca diabolica del Rinascimento, con lo strappo tra ragione e spirito che rende l’anima senza corpo un fantasma, e un corpo senza anima un fantoccio.

Da tenere da parte, e rileggere ogni tanto, a brevi sorsi

 

“Minima ruralia” di Massimo Angelini – Pentagora

Caselle Torinese, 15 settembre 2017 pioviggina ma non bagna e non basta…

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: