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Puntata in Valle Stura – Becco Alto d’Ischiator

30/08/2017

Rifugio Migliorero

Ci sono nomi che da soli varrebbero un viaggio: Becco Alto d’Ischiator. Becco e Alto sono già due belle premesse, poi si aggiunge il termine Ischiator (che dovrebbe significare “canalone ripido e scivoloso”) per fare lavorare la fantasia. Si tratta di andare in Valle Stura di Demonte, nella Provincia Granda. Perché no? Lì vicino c’è anche il rifugio MIgliorero, magari si potrebbe dormire lì e il giorno dopo infilarsi per qualche altra montagna. Detto e fatto, nella torrida alba dell’otto di luglio si parte per il Cuneese. Strada assai lunga che si dipana per le infinite coltivazioni della Granda, fino a portarci a Cuneo. Risaliamo verso Aisone e Demonte  e poi ancora su per il vallone dell’Ischiator, fino a oltrepassare i Bagni di Vinadio. Infine parcheggiamo e infiliamo lo zaino, risalendo la strada bianca che porta verso il rifugio Migliorero. Attorno montagne un tempo abitate, dove si indovinano ancora terrazzamenti, mulattiere, i resti di una miniera, baite e alpeggi. Superata una balza appare un piano erboso e al termine il rifugio, una imponente costruzione in pietra dall’aria severa di casa vittoriana. Purtroppo il rifugio è completo (stipato da una grande comitiva di adolescenti e genitori al seguito…) e quindi ci toccherà salire oggi sul Becco e poi riprendere la via di casa. Nessun problema, in breve lasciamo il piano dei due laghi per rimontare l’ennesima balza che ci porterà ai valloni superiori. Sentieri sempre ben segnati ci accompagnano per pietraie immense fino al Passo Laris, porta d’accesso al versante del Becco che mena alla punta. Man mano che ci si alza il panorama si amplia. Dapprima il lago mediano d’Ischiator, in parte innevato, poi sbuca la punta del Corborant e infine, dalla cima, ci si sbizzarrisce a riconoscere cime vicine  e lontane, dall’Argentera al Monviso all’Oronaye al Tenibres poco lontano. L’orizzonte è velato e caliginoso, segno foriero di prossimi temporali. Fatte le dovute foto, ci si incammina verso il basso. Al rifugio Migliorero sono d’uopo una birra e quattro chiacchiere con il simpatico gestore (che adesso un posto per la notte lo avrebbe anche trovato). Ma ormai altri programmi ci attirano e quindi decliniamo l’offerta e scendiamo. A duecento metri dal rifugio scoppia il temporale, con pioggia torrenziale. Tornare al rifugio equivarrebbe ad aspettare una improbabile fine della pioggia, con la certezza che comunque ci bagneremmo lo stesso. E poi in auto ci sono panni asciutti… Stoicamente continuiamo a scendere, sferzati da raffiche di acqua prepotenti. Dopo un’ora, ormai all’auto, sbucherà il sole. Arrivederci Becco Alto d’Ischiator, torneremo sicuramente da queste parti anche solo per dormire al Migliorero.

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