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Anelli di valli – Passo delle Lose, tra Gura e Sea

31/08/2016
Salendo al Passo delle Lose

Salendo al Passo delle Lose

Ci sono idee di luoghi che si infilano sotto la pelle e lì restano magari per anni. Ogni tanto suscitano qualche prurito e allora ci si ricorda che si era un tempo pensato di condurre i piedi verso quelle contrade. Così è stato per il passo delle Lose, uno scomodo valico tra i valloni di Sea e della Gura, in Val Grande di Lanzo. Scomodo perché l’accesso da Sea è lungo e faticoso, mentre salire dalla Gura implica l’indovinare il passaggio giusto tra una serie di prati ripidissimi, cenge erbose e pietraie infinite. Luoghi poco battuti, quindi, anche se il panorama dal passo o dalla vicina Uja di Mombran è eccezionale verso la Ciamarella, la Levanna e la testata della val Grande di Lanzo. Un luogo dove andare, prima o poi. Come è successo domenica, complice una giornata di sole stupendo. Da Forno Alpi Graie si sale veloci fino la rifugio Ferreri, nido di legno e roccia costruito sotto una balma. Poi si rimonta la grande morena del ghiacciaio di Martellot e si cerca il sentiero per valicare il rio Bramafam. Alla fine una freccia rossa su un masso indica la direzione da seguire. Superato il rio e risalito il fianco opposto della morena troviamo una serie di ometti e segni rossi che ci guidano nella caotica pietraia fino all’attacco del canalino che porterà ai ripiani superiori del valloncello. All’inizio si procede con prudenza, per cenge e canalini che è meglio salire piuttosto che scendere. Poi, dopo un passaggio sotto a un masso, il percorso è più ripido ma più sicuro. Un nevaio residuo porta agli ultimi pendii, da dove la disposizione delle bancate rocciose invita a proseguire per l’Uja di Mombran. Panorama eccezionale, vista sui ghiacciai esausti di Levanna e Ciamarella e sulle pareti a picco delle Uje che chiudono la Val Grande. Il percorso verso Sea è decisamente più semplice: dapprima su pietraia e poi su prati e rocce montonate si arriva al Pian Giovanet, e poco dopo al Gias Piatou. Nel mezzo, l’incontro con una serie di coppelle ricavate sul dorso di una roccia montonata. Incontro da brivido, al cospetto della massa enorme della Ciamarella. Al Gias scambiamo due parole con un alpinista solitario, poi ci immettiamo nel grande sentiero che percorre il fondo di Sea. Gias Nuovo, Gias di Sea e Gias di Balma Massiet (gli ultimi due con le singolari volte a botte), uno sguardo alle pareti a picco dove due arrampicatori filano doppie  e infine rieccoci a Forno. Una puntata veloce al Santuario della Madonna di Loreto per poi riprendere la strada di casa. Bella sgroppata, alle prese con un percorso faticoso ma ricco di sorprese e sensazioni splendide!

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  1. 03/09/2016 10:55

    Bell’itinerario, ottima scelta! Me lo ricordo, uno tra i più selvaggi e lunghi della Val Grande, tutto da immaginare. Sarebbe bella la cresta che sale alla Monfret, dal Passo… 😉

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