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Divagazioni per miniere, rocce e megaliti – St Marcel e St Martin de Corleans

01/08/2016

IMG_0708In una giornata dal meteo incerto la prua volge verso la Valle d’Aosta, a esplorare vecchie miniere e immergersi nel cuore antico della valle. Mattinata e primo pomeriggio nel vallone di Saint Marcel, dove dal santuario di Plout una strada costruita da Cavour accompagna dapprima alle miniere di Chouc, da dove nell’800 si estraeva pirite per ricavarne acido solforico, fino alle antiche miniere di Servette, al colmo di un “truc” all’imbocco del vallone.

Lungo il percorso ci si inoltra in una pineta stupenda, dove si incrocia la sorgente dell’Eva Verda, un ruscello che scorre in un letto verde smeraldo a motivo dei minerali disciolti nelle viscere della terra. Oltre le miniere di Chouc la mulattiera è cosparsa di scorie di fusione, testimoni delle antiche lavorazioni condotte a Servette, ove la calcopirite era più volte arrostita per estrarne il rame. Le miniere di Servette da quest’anno sono visitabili anche al loro interno. L’area esterna è stata riordinata e si può agevolmente sgambettare tra gli imbocchi delle gallerie e i diversi livelli, la polveriera, i ricoveri dei minatori e diversi locali di servizio. Io consiglio la visita delle due gallerie aperte al pubblico: nella più bassa si incontreranno gli scavi e le tecniche impiegate per estrarre dalla roccia le mole per i frantoi, mentre nella seconda si possono percorrere centro metri nelle viscere della terra nell’ambiente dei minatori dell’800.

Da Servette si scende alla fornace Treves e all’immenso cumulo di scorie di fusione ai suoi piedi. Poi, per una mulattiera in un bosco fitto e silenzioso, si arriva a Seissogne e di qui in breve a Plout, sfiorando un antico forno comune.

Da Saint Marcel ad Aosta sono dieci minuti di auto, ma valgono un tuffo fino al Terzo Millennio avanti Cristo. L’area megalitica di Saint Martin de Corleans è visitabile da pochi mesi, ma garantisce una atmosfera molto suggestiva di luci e ombre dove ammirare resti di dolmen, tombe monumentali, pozzi sacri, arature propiziatorie che partono dal Neolitico fino all’età del Bronzo. La visita si articola attraverso un percorso attorno all’area, intervallato da bacheche e vetrinette di reperti, e infine una terrazza panoramica per una vista d’insieme.

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