Skip to content

Un arido inverno – conca dei Tornetti

28/12/2015

cima montuQuesto arido inverno suscita strani sentimenti nei confronti dei monti: da un lato la tristezza del vederli così spogli di nevi, dall’altro la voglia di infilarsi in valloni notoriamente nebbiosi e gravidi di foschie per apprezzare la lucentezza di questa prolungata siccità. Così, vincendo il disamoramento per un paesaggio secco e aspro, ci dedichiamo al concatenamento delle cime della conca dei Tornetti. Dalla vituperata Alpe Bianca seguiamo la vecchia strada di servizio degli skilift gialli, ormai invasa da ontani e rododendri, fino a sbucare sulla cresta a pochi passi dal monte Ciarm. Da qui una traccia di sentiero per cacciatori ci porta fino in punta a Cima Montù, la vetta aguzza che cattura lo sguardo già dalla strada di fondovalle, appena dopo il ponte del Dazio.  Dalla Montù il sentiero gira in ombra ripido e scostante, fino al Passo del Veilet, dove ritroviamo il sole. Ardua decisione: saliamo o no al Ciarm del Prete? Se si, rinunceremo però alla salita finale a Rocca Moross. Testa o croce, o cuore? Votiamo per andare su la Ciamr del prete, visto che ora le gambe sono ancora fresche. Ottima decisione,perchè dalla sua cima ci inebrieremo a sbinocolare sugli spalti del Ciorneva, del Torrione e della Torre d’Ovarda che sembra davvero a un tiro di pietra. E finalmente vedremo i laghi d’Ovarda, bianchi di ghiaccio nel giallo della seccagna. Scendiamo al lago di Viana, anche lui gelato, che mormora e scricchiola come un veliero da troppo tempo all’asciutto. Da qui ci portiamo alla Ciriunda, la Cima Rotonda dove manovrerebbe con comodo un battaglione di alpini. Ancora una discesa e risalita e rieccoci al Marmottere, dove ancora fresco è il ricordo della bella sciata dello scorso inverno. Oggi invece l’erba olina taglia le mani e rende i sentieri infidi e scivolosi. Si ripropone il dilemma: saliamo a Rocca Moross? Le gambe dicono di no. L’ora è tarda, il versante di salita ormai in ombra. Va bene così, si può scendere con calma tagliando per i prati che sanno di erba secca e di un suolo sfinito che chiede acqua dal cielo. Al parcheggio dell’Alpe Bianca ormai è sera, il sole è alto sui prati di Marmottere e Moross. Oggi è andata così, è stata bela l’avventura, ma adesso davvero occorre cambiare registro e sperare nella neve che prima o poi dovrà ben arrivare. o no?

 

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: