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Attesa sul mare – Francesco Biamonti

27/11/2015
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biamontiDopo “Vento largo” e “L’angelo di Avrigue” ancora Francesco Biamonti ci trasporta in un Liguria diversa dall’orda spiaggereccia dei mesi estivi. Una Liguria fatta di paesi affacciati sul mare che pian piano si svuotano, popolati da pastori rocciosi, ostesse inglesi e uomini che partono per mare per non rimanere ancorati a una zappa e un uliveto. Così è per Edoardo, alla ricerca di  un ultimo imbarco con il quale sistemarsi per un po’. Troverà una nave e un carico da condurre fino ai brandelli di ciò che un tempo era Jugoslavia, ma giunto alla meta rimarrà senza contatti con agente e armatore. Sarà allora necessario scendere a terra, esporsi in prima persona ai sussulti violenti di una Europa che vive in pace solo nel suo ventre molle, mentre le estremità raffinano e perfezionano crudeltà antiche mai risolte.

Anche in questo libro Biamonti sorprende per la luce che inserisce nei suoi libri. Dialoghi spezzati, a volte più simili a monologhi, e poi d’improvviso irrompe il paesaggio, inteso come combinazione di luce vento mare monti. E sempre sorprende. E incanta.

“La collina era scura, il mandorlo carico d’ombra contro la striscia di perla sul mare. Edoardo si fermò sulla porta di casa. Il chiarore si alzò dietro il crinale, a macchie, come uno stormo di colombi.”

Caselle, 27 novembre  2015 – il freddo a lungo atteso aguzza le stelle.

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