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Grigio è il colore della polvere (d’amianto) – Luca Ponzi

29/10/2015
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telaio sia“Grigio è il colore della polvere”

di Luca Ponzi

Daniela Piazza Editore

Un documento drammatico riguardo a coloro che lavoravano la polvere alla SIA di Grugliasco. La polvere era l’amianto, e infatti SIA stava per Società italiana Amianto, dapprima Società italo-russa per l’Amianto.

Amianto della Russia, del Sudafrica, del Brasile, della miniera di Balangero. Operai che arrivavano da tutta Italia ed erano ben contenti di trovare un buon posto di lavoro alle porte di Torino. Salvo incontrare una realtà fatta di polvere che ti entrava nei polmoni e non se ne andava più, lasciandoti in eredità l’asbestosi oppure il mesotelioma pleurico. Un destino da invalido, una morte straziante.

L’autore dapprima tratteggia le vite e i destini di alcuni degli operai e operaie che passarono anni – a volte solo mesi – nei reparti della SIA e ne ricevettero in cambio un destino tremendo. Poi segue la storia della società, dagli albori nel 1865, quando inizia la produzione di carte a base di amianto, fino alla chiusura all’inizio degli anni 80.

In mezzo stanno i tempi difficili delle guerre, ma soprattutto le vite di migliaia di operai che passarono di lì e respirarono le fibre venefiche che li fecero deperire e morire, spesso a causa della mancanza di adeguati sistemi di ventilazione e abbattimento polveri.

Situazione evidenziata dal capitolo finale del libro, in cui l’autore ci accompagna attraverso le inchieste di Raffaele Guariniello, allora giovane pretore, e Benedetto Terracini, il padre della epidemiologia italiana.

Inchieste che portano in tribunale parte degli amministratori degli ultimi anni, chiamati a pagare per le inadempienze e le omissioni del passato. Pene leggere, che tuttavia danno il segnale che molte morti per eccesso di polvere potevano forse essere evitate. E confermano, se già non fossero sufficienti centinaia di studi medici, che l’amianto uccide.

Immagine del telaio da articolo su “Luna Nuova”

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2 commenti leave one →
  1. 29/10/2015 21:35

    Nel 1974 il mio primo lavoro fu in una fabbrica che non c’è più. Cercavano un operaio ignorante, denunciai lo smarrimento del libretto di lavoro, mi finsi analfabeta, fui assunto ma durante la vista medica non potei fare a meno di notare una decina di apparecchi aerosol e l’andirivieni di operai che con quelle macchiette tentavano di sopperire ai danni delle polveri che respiravano. Dopo una settimana ho dato le dimissioni, ma tanta gente era li a lavorare e li è rimasta.

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