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Il ritorno del maestro di danza – Henning Mankell

29/09/2015
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mankellSu istigazione di Elena mi inoltro alla scoperta dei giallisti scandinavi, cominciando da Mankell. Scopro una prosa veloce e tuttavia accurata, una vicenda che si dipana in maniera molto lineare e che tuttavia fino alla fine lascia aperta una porta al finale, che non è un colpo di scena ma semplicemente la giusta e doverosa  chiusura di una vicenda intrigante.

Stefan, poliziotto svedese, scopre di avere il cancro e, subito dopo, viene informato che un suo ex collega è stato ucciso barbaramente in una casa nella Svezia settentrionale. Per sottrarsi all’angoscia della malattia, in attesa dell’inizio delle cure, si dirige a Nord per capire qualcosa di più circa la morte del collega. Lassù conoscerà Giuseppe, il poliziotto che coordina la polizia locale, ed entrerà in contatto con un mondo selvaggio fatto di boschi e laghi. Tuttavia la calma è solo apparente: nel cuore di molte persone allignano ancora i semi della ideologia nazista che ha spinto molti svedesi ad arruolarsi nell’esercito tedesco, durante la seconda guerra mondiale. I fantasmi di questo passato che in molti vorrebbero dimenticare sono ancora insiti nella società svedese, e sarà duro per Stephen e Giuseppe rendersi conto di quanto siano radicate certe ideologie nelle menti dei loro connazionali.

 

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