Skip to content

Moncimour – un inferno di Paradiso

20/07/2015

Un mare di sassiSe amate i sentieri segnati, i paesaggi ameni, la vita comoda, allora lasciate perdere questo itinerario. Da qualsiasi parte vogliate partire, al Moncimour vi aspettano percorsi scomodi, fatti di strappi brutali, sentierucoli appena accennati, pietraie immense dalle quali il verde di boschi e praterie è stato bandito. Troverete montagne sconosciute e ardite, troverete le acque blu scuro di laghi stupendi, troverete il nocciolo selvaggio del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Troverete panorami e viste così abbacinanti che non riuscirete a infilare in una singola immagine. Vi converrà immergervi in questa squallida solitudine, vedere quanto siete forti di fronte a una natura atavica che non vi concederà un millimetro di percorso e un atomo di respiro, se prima non vi farete piccoli e insignificanti.. Perché voi, con la vostra sapienza e forza e tecnologia,  conterete meno di ognuna dei miliardi di pietre, sassi e macigni che costellano questi luoghi.

Piaciuta la premessa? Se siete arrivati a leggere fin qui, allora siete incuriositi dalla vita scomoda e vi meritate due notizie pratiche. Partite dal Lago di Teleccio, e al Pontese concedetevi una birra propiziatoria. I cinque minuti di ritardo sulla tabella di marcia ci sono costati una bella doccia poco prima di arrivare al Pcchiola Meneghello, ma non abbiamo mai rimpianto una birra in compagnia, e tanto meno questa, alle soglie del mondo civile. Poi salite per il sentiero che mena alla Bocchetta di Valsoera, magari sotto al temporale come è capitato a noi. Dalla Bocchetta NON scendete per il sentiero ben segnato che vi propone di calare subito verso il fondovalle della Valsoera: ne ricaverete infiniti saliscendi ai bordi del lago, che con zaino carico sono il preludio a pensieri poco puri. Seguite invece i segni rossi che sulla destra sembrano salire verso una caotica pietraia. E’ la vecchia traccia che scende regolare verso la diga di Valsoera. Intendiamoci, nulla di lastricato e agevole: è un sentiero da capre, ed è il meglio che la Valsoera può offrire. Perché il giorno dopo, quando salirete al Moncimour, seguirete ometti e segni rossi dipinti su pietre e massi che vi porteranno prima a scendere (avete letto bene, scendere… e al ritorno ci sarà da risalire, cari amici) al lago Nero, poi a risalire allo stupendo Lago di Motta e infine vi abbandoneranno in vista del canale che porta al Passo di Moncimour. Tirate fuori i ramponi, armatevi di pazienza per godere degli sfasciumi sotto il colle, e infine destreggiatevi sui detriti che conducono alla cima . Fatevene una ragione: siete su uno dei migliori punti panoramici del Gran Paradiso. Vista completa a 360°. Sbizzarritevi con le foto, contemplate la pace e la solitudine, ricordatevi che la via di discesa è infinita e piena di risalite. Se poi, come a noi, vi capiterà di buscarvi un altro temporale sotto la Bocchetta di Valsoera, tirate il fiato e fermatevi lo stesso al Pontese. La simpatia e l’entusiasmo di Mara vi ripagheranno del tempo necessario per scolarvi la meritata Menabrea. E infine, se a cinque minuti dalla macchina finirete di nuovo sotto la doccia di Giove Pluvio, vabbè, è il solito saluto che Piantonetto manda a suoi ammiratori.

Grazie a Beppe e Stefano, entusiasti commensali e compari di questo ennesimo massacro di cartilagini

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: