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Alle pendici del Monte Basso

05/07/2015
Vista sul Soglio

Vista sul Soglio

Dai rilievi dell’Amiantifera il contrafforte che si stacca dalla spalla destra del Ponte del Diavolo e sale su ripido verso il asso della Croce appare come una selva di roverelle, carpini, pini di vari natura divorati dalla processionaria, betulle pioniere che si azzardano a colonizzare terreni percorsi dal fuoco e arrostiti dalla vampa dell’estate. Con una buona cartina si possono riconoscere i diversi rilievi, fino alla costiera che nasconde il Musinè. Un giorno ho chiesto una indicazione su una cima ambigua agli amici balangeresi cacciatori, che quelle montagne battono fin da bambini.

“Cul lì a l’è al Munt Bas” è stata la stringata spiegazione. Intendendo con Munt Bas tutta la costiera che parte da Lanzo, sale su al Passo della Croce e passando per Druina e Colombano muore contro il Colle del Lys. Chissà come mai, mi sono affezionato a questa tranciante approssimazione toponomastica, e da allora  anche per me quella costiera arida e aspra è diventata ‘l Munt Bas.

L’estate non è certo la stagione migliore per visitarlo, e in effetti le foto si riferiscono a una gita invernale. Tuttavia, muovendosi la mattina sul presto a cavallo di  una bici da montagna si possono costeggiarne le pendici sulla ombreggiata  strada sterrata che da Monasterolo conduceva a Lanzo. Ci troviamo sull’antica via che conduceva dalla piana a Nord di Torino verso le Valli di Lanzo, all’interno dei domini dei Visconti di Baratonia. Costeggiamo resti di muretti, ruderi di baite, costruzioni moderne di fatture eclettiche e variegate, fino a raggiungere la Stura all’altezza del trecentesco Ponte del Diavolo di Lanzo. Non è più necessario pagare il pedaggio, e neppure serve essere armati delle “carte sanitarie” che certificano il fatto che non siamo affetti da peste o altre malattie. Al culmine della schiena d’asino si apprezza l’aria fresca che soffia dalle valli, e poi ci dedichiamo al ritorno, lungo le fresche sterrate che scivolano tra cave e lanche della riva sinistra della Stura. Sulla nostra destra, immerso nella luce tremolante della calura che incombe, occhieggia sempre il Munt Bas.

 

 

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One Comment leave one →
  1. 18/07/2015 19:10

    è bello salire alla white house di Cafasse, attraversare alla cresta del monte basso, farla tutta fino alla cima del Corno, ridiscendere per il crestone meridionale e tornare a Monasterolo 😉

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