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Vento d’estate – Dent Parrachée

22/06/2015
Dent Parrachée e Lago di Plan d'Amont

Dent Parrachée e Lago di Plan d’Amont

Primo giorno d’estate, prima gita alpinistica. Il CAI di Rivarolo propone la salita alla Dent Parrachée, in Savoia, e perché non aggregarsi? Dopo una piccola deviazione per ammirare i forti dell’Essaillon ci ritroviamo alla diga del Plan d’Amont con il vulcanico Jean-Pierre e la sua dolce metà Isabelle. In poco meno di due ore siamo al Refuge de la Dent Parrachée, un guscio in legno in cui ogni angolo è stato impiegato per ospitare 40 posti letto. Il meteo non è eccellente, c’è vento forte e nebbie vaganti, ma domani dovrebbe migliorare. Cena sontuosa con gustoso show del simpaticissimo gestore, poi a nanna, che la sveglia è alle 3.30.

La mattina – anzi, la notte ancora! – il cielo è zeppo di stelle sfolgoranti. Poco dopo le 4.00 siamo già in marcia per raggiungere i pianori innevati che portano al Colle della Dent Parrachée. Sotto al pendio si vedono nuvole volare a velocità folle attorno alla cima… uhm, la faccenda si fa seria. Il pendio di 35-40° che porta al colle è in buone condizioni, ma al valico il vento è furioso. Si stenta a stare in piedi, respirare è una fatica e ancora di più capire quale sia la via giusta, visto che le roccette sono sporcate da una tormenta maligna. E’ opportuno rinunciare, siamo in tanti e voler comunque tentare sarebbe insensato. Un ultimo sguardo al colle e scendiamo. Giù al piano il vento non molla, balena per un attimo l’idea di risalire su per la Breche de Loza, più riparata, ma ormai è tardi e non c’è molto entusiasmo nel fare di corsa un pendio a 40° con la certezza di doverlo ridiscendere più tardi.  L’indomito Jean-Pierre propone la salita a una punta alternativa, dalle parti del rifugio, ma ben presto questa è avvolta nella tormenta. A spizzichi e bocconi la Guardia si ritira, e ci ritroviamo al rifugio a riscaldare le ossa al sole, che qui almeno non è mai mancato.

Rientriamo al lago, dove brindiamo comunque alle due giornate trascorse tra questi monti magnifici, a due passi da casa. Da ritornare, con più fortuna, magari!

Grazie ai compari di queste due giornate in balia degli elementi primordiali: acqua, terra, aria e fuoco (quello sotto al paiolo della polenta al rifugio…); Chiara e il moroso di cui ho scordato il nome, Giovanna, Isabelle, Karin, Maria Teresa, Mirella, Rossella, Tatiana, Alessio, Beppe, Jean-Pierre, Paolo, Piero, Primo, Stefano.

 

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One Comment leave one →
  1. 23/06/2015 21:40

    Ah, la France…

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