Skip to content

Galisia 1944-2014 (un libro per ricordare)

06/05/2015

galisia“Galisia 1944-2014

Alpine Partisan – la sopravvivenza del partigiano Alfred Southon”

Claretta Coda – Maria Elena Coha – Vivian Milroy

CORSAC – Orco Anthropologica 21

Un libro che in realtà sono due.

La tragedia della Galisia è ben nota a tutti coloro che si occupano di storia locale del Canavese: nel novembre del 1944 un nutrito gruppo di partigiani italiani e di prigionieri di guerra inglesi – fuggiti dai campi di prigionia dopo l’8 settembre 1943 – intraprende la traversata del Passo di Galisia, tra il Canavese occupato dalle truppe tedesche e la Francia ormai libera.

Il meteo volge al brutto, la neve cade copiosa e nella discesa verso la Val d’Isere  la comitiva è travolta dalle valanghe a un passo dalla salvezza. Si salveranno soltanto due partigiani italiani e un soldato inglese.

La narrazione di Alfred Southn, l’unico inglese sopravvissuto, diventerà nel 1957 un libro a cura del giornalista Vivian Millroy. In Italia circoleranno alcuni stralci, ma la traduzione integrale verrà condotta nel 2014 da parte degli studenti dell’Aldo Moro di Rivarolo, coordinati dalla prof.ssa Maria Elena Coha.

Proprio questa traduzione costituisce la prima parte del libro. Il protagonista parla ovviamente della tragica traversata, durante la quale si ferma al riparo di un roccione perché non è in grado di proseguire. Sarà questa sosta forzata a salvarlo dal funesto destino di tutta la corvè: Più che la cronaca della vicenda principale, è molto interessante il racconto della permanenza di questi prigionieri di guerra inglesi tra le coline del Canavese, ospitati e nascosti dalla popolazione locale che vede in essi dei semplici esseri umani, coinvolti loro malgrado in un tragico nascondino con i tedeschi e i repubblichini.

La narrazione è molto “british”, nel senso che eventi tragici sono narrati in maniera sfumata, tenendo fede al tipico understatement  inglese. La parte a mio avviso più interessante è proprio la prima, relativa alla permanenza di Southon prima nel campo di prigionia di Spineto e poi nelle colline di Borgialllo, dove incontrerà persone e intreccerà legami che perdureranno anche dopo la guerra.

 

La seconda parte del libro è la ricostruzione storica della insolita alleanza tra prigionieri di guerra inglesi e la popolazione canavesana, a cura di Claretta Coda.

Dopo una panoramica inziale relativa alla situazione in cui si trovarono i prigionieri alleati allo scoccare dell’8 settembre del 1943, la ricostruzione si incentra dapprima sul campo di prigionia di Spineto, per passare successivamente alle ricerche che vennero condotte da più parti per dare una identità certa ai caduti della Galisia, che – soprattutto riguardo gli inglesi – non si conoscevano tra di loro e erano identificati tra i partigiani per lo più in base a soprannomi o nomignoli.

La ricerca è rigorosa come tutte quelle alle quali Il CORSAC (Comitato Ricerche e Studi Alto Canavese) ci ha abituati da anni, la narrazione è piacevole anche per i poco inclini al rigore storico, l’apparato di fotografie ci conduce pian piano dal campo di prigionia di Spineto fin verso le tragiche Gole del Malpasset, dove in molti trovarono la morte a un passo dalla libertà.

 

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: