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Fuga a sud – Punta Marguareis

14/07/2014
Punta Marguareis

Punta Marguareis

Quando il meteo è inclemente e sconsiglia le alte vette, non c’è altra scelta che prendere in mano cartina e libro dei desideri e trovare mete alternative – non secondarie, ma semplicemente praticabili. Così la scelta cade sulla Valle Pesio e la Punta Marguareis. Se non altro, la pioggia sarà forse meno fredda, a latitudini e quote inferiori. Convinti di prendere l’acqua già dal mattino, arriviamo al Pian delle Gorre – sopra la Certosa di Pesio – assai meravigliati che ancora non piova. Meraviglia che si protrae mentre visitiamo il Pis del Pesio (che non pissia…) e la spettacolare mulattiera che porta al Passo del Duca. Da qui tagliamo su un sentiero che passa alla base delle pareti impressionanti di Punta Scarasson, immerse nella nebbia. Dai Gias di Sestrera ai laghetti del Marguareis arriva la pioggia promessa, e ci inzuppa ben bene. Il rifugio Garelli non è lontano, e quasi ci sbattiamo addosso, persi nella nebbia. Qui siamo arrivati, domani vedremo. Intanto fuori si scatena il diluvio.

Complice il maltempo – o, meglio, la percezione di maltempo basata su eccessiva fiducia nelle previsioni e poco spirito di adattamento – il rifugio è praticamente vuoto. Ceniamo con una simpatica signora francese, a spasso per monti, e una coppia di canadesi che ovviamente dormirà fuori in tenda.

Serata con nuvole che si squarciano, mattina serena. Prima delle otto siamo già sulla pista che porta al Canalone dei Torinesi. Uno scivolo di neve che viene evitato deviando per il sentiero attrezzato Flavio Sordella, una breve via ferrata che porta ai ripiani superiori del Marguareis. Tanto precipite un versante, quanto dolce l’opposto. Il sentiero veloce ci conduce in punta, poco prima delle nebbie marine. Due parole con Franz, inossidabile tedesco che sta per completare il percorso della GTA, dal Sempione a Ventimiglia, e padre e figlio-  alessandrini DOC – saliti tutti quanti dal Don Barbera. In discesa percorriamo la via normale – con due deviazioni a Cima Pareto e Cima Bozano – per il Colle Palù, la conca di Piaggiabella, il Colle del Pas, il lago Ratavuloira e la Porta Sestrera che ci conduce di nuovo al Garelli. Visioni sublimi, tra sole  e nebbia, sul deserto carsico di Piaggiabella, la colossale Cima delle Saline, le fioriture sbalorditive, la geologia bizzarra. Dal Garelli, dopo una corroborante pastasciutta, perché scendere a valle con il sentiero banale che seguono tutti? Riparte la cavalcata infernale che ci conduce a scoprire la Valle Serpentera, con i suoi gias nascosti, il meraviglioso Pian Sec, la ferita aperta dalla immensa valanga che nel 2011, partita dalle Cime di Serpentera, ha schiantato un bosco di abeti centenari. Infine siamo al Pian delle Gorre, in tempo per cambiarci e ricevere – ma ormai siamo in auto – un nubifragio apocalittico che allaga le strade di Chiusa Pesio. Ok, lo avevano detto che sarebbe piovuto…

 

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One Comment leave one →
  1. 15/07/2014 20:01

    Ottima scelta! Vedo che sono andati via i 5-6 metri di neve che c’erano pochi mesi fa…

    Mi piace

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