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La portaerei tra le nuvole – Piata di Lazin

19/08/2013
Piata di Lazin

Piata di Lazin

A chi frequenta le montagne canavesane sarà capitato di osservare da lontano il profilo della Piata di Lazin: un immenso tavolato piatto che sbuca tra i Valloni dell’Eugio (un tributario della valle Orco)  e il vallone di Lazin, tributario della Val Soana. Ovvero nei luoghi più sperduti del parco del Gran Paradiso, lontani da rifugio di grido e mete alpinistiche rinomate. Per arrivarci occorre mettere in conto e caricare sulle gambe 2000 metri di dislivello abbondanti, partendo da Lasinetto in Valle di Forzo. I primi mille metri si percorrono in un vallone incassato, dalle forme severe e un poco opprimenti, strette tra la costiera Vallone-Colombo e le balze della Costa Vargnei. D’improvviso si arriva al lago Lazin, incassato tra immense pietraie, dove una mandria di placide manze ci osserva perplessa. Poi il sentiero, già abbastanza disagevole, diventa una pista da capre e monta al capanno del PNGP. Più in su il paesaggio si apre e grandiose placconate di gneiss danno respiro e consentono di camminare su un selciato immenso. La Bocchetta Fioria segna una linea di separazione tra il mondo verticale del complesso Boiret-Colombo e le linee orizzontali della Piata. Ancora un’ora di camminata e siamo sul bordo meridionale dell’altopiano sommitale,  una portaerei che naviga sulle nuvole, rivelando i laghi del Vallone dell’Eugio. Ci sarebbe spazio per più campi di calcio, un ippodromo, una stazione spaziale… gli aggettivi e le sensazioni si sprecano mentre ci inoltriamo sui suoli poligonali che caratterizzano questa strana vetta (proprio non ci viene di chiamarla “punta”). C’è da vagare attoniti e smarriti in questo mondo orizzontale, che quasi ci dà il mal di mare dopo tanti metri fatti nelle incassate regioni più in basso. Infine, spaesati da tale immensità rocciosa, nuovamente ci  immergiamo straniti nel mondo verticale sottostante, avvolti dalle nebbie birichine, compagne solite delle estati valsoanine.

Grandiosa escursione per sentieri da intenditori. Grazie a Cinzia che ha creduto in questo itinerario ad una punta che è un piano…

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One Comment leave one →
  1. Beppeley permalink
    24/08/2013 17:45

    Bellissimo!
    Grazie, come sempre, delle tue narrazioni escursionistiche molto piacevoli.

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