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Un mare di sassi – Colle di Sort e Punta Roletta

27/07/2013

Quando un alpinista d’antan come Giovanni Bobba nel 1889 descrive il vallone di Sort come “d’aspetto quanto mai desolato e squallido, pochi e magri pascoli soffocati tra i massi, dovunque enormi brecciati” sarebbe opportuno girare al largo e scegliere qualche altra meta nella rosa proposta dalla Val di Rhemes. Eppure al Colle di Sort tocca andare per salire alla Roletta, una punta di 3384 m sulla costiera tra Val di Rhemes e Valsavaranche, ottimo belvedere sul Gran Paradiso.

Postazione di caccia

Postazione di caccia – sullo sfondo Gran Paradiso, Tresenta, Ciarforon

Nella nostra modesta carriera di pietre ne abbiamo già  calpestate un po’, e quindi non ci facciamo spaventare dalle parole del capostipite…

Il sentiero da Bruil fino al casotto del PNGP è piacevole e fresco in mezzo al bosco di larici e qualche cembro isolato. Proseguiamo verso il Colle di Entrelor e manchiamo il bivio per Sort (evidenziato – lo scopriremo poi – da un ometto, un palo di legno e due tombini metallici sulla traccia). Arriviamo all’alpe di Sort da dove iniziamo un lungo traverso che ci porterà alla conca sassosa a quota 2700 m. Il sentiero ormai è perduto, siamo circondati da immani pietraie che salgono verso il colle, di fronte a noi. Poggiamo sulla destra, sotto le cime di Gollien, dove la pendenza è minore, e con la solita tecnica dei tre passi avanti e uno indietro siamo al Colle. Meraviglia!! Di fronte la costiera del Granpa, dal Gran Nomenon fino alla Tresenta. Si vedono benissimo le tracce di salita dallo Chabod e dal Vittorio, dove eravamo solo una settimana fa.

Un tempo al colle saliva – dalla Valsavarenche – una strada di caccia, che portava fino a  200 metri dalla Roletta. Ne troviamo ancora qualche tratto sopra il colle, e la seguiamo per un pezzo. Lembi di muri a secco, qualche selciato. Opera magnifica che però già nel 1889, come scrive sempre Bobba, doveva essere in rovina.

Dall’appostamento di caccia in su c’è da scegliere tra facili roccette e sconvolte pietraie: niente di difficile, ma tutto molto faticoso. Finalmente siamo in cima, e la vista si allarga ancora di più. Della vista sul Granpa abbiamo già detto. Si vedono la Gran Rousse, il Rutor, le montagne della Vanoise, una infilata verso la testata della Val di Rhemes dove la Granta Parei appare molto ridimensionata, a beneficio di Tsanteleina, Traversiere e Sassiere.

Ben presto si fa ora di scendere. In basso si vede la chiesetta di Rhemes, ma prima di arrivarci ci sarà una lunga Via Crucis di pietraie e macereti. Dal Colle troviamo una serie di tacche gialle che ci fanno scendere per un canalino ripidissimo (forse in salita abbiamo visto giusto a passare altrove, per pendenze minori…), infine giri infiniti sulle pietraie ci riportano al casotto del Parco. Di qui in breve, nel bosco non più così fresco, siamo a Bruil. Nel togliere gli scarponi e lasciare in libertà i piedi fumanti guardiamo la punta della Roletta… OK, bel punto panoramico, ma non so se ci torneremo!

Su Gulliver trovate indicazioni più tecniche sul percorso.

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