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Classica Valsavara – Gran Paradiso e Ciarforon

18/07/2013

Cinquanta anni e non sentirli, potrebbe essere  il motto della sezione CAI di Rivarolo Canavese. Nata appunto cinquanta anni fa, sull’onda di una gita al Gran Paradiso, ha voluto riproporre la stessa gita negli stessi giorni. Ritrovando due degli stessi partecipanti di allora, Mario e Carlo, che si sono nuovamente riportati sulla vetta del Gran Paradiso e del Roc, il quattromila canavesano escluso dalle liste ufficiali dei 4000, per chi ama questo genere di collezioni.

Nord Gran Paradiso

La Nord del Gran Paradiso

La spedizione inizia sabato, con la traversata turistica dal rifugio Chabod al rifugio Vittorio Emanuele. Bellissima mulattiera tra i larici, a cui segue un lungo traverso sempre in vista della Nord del Gran Paradiso, quest’anno ancora rivestita di neve e quindi – per gli intenditori – in ottime condizioni per poter essere salita. Lo zaino carico di materiale opprime le spalle ma non impedisce di gustare il paesaggio che poco a poco si svela, fino  a culminare nella visione di Ciarforon e Becca di Monciair, la vista classica che si ha dalla terrazza del Vittorio.

C’ è ancora tempo per incontrare gli amici, riposare un attimo e poi festeggiare assieme un compleanno con un sorso di Grignolino.

La domenica le condizioni meteo sono splendide, con aria tersa e temperatura gradevole. Saliamo con calma lungo la via normale, tra dossi ghiacciati e torrioni dalle forme più strane. Anche la montagna sembra sorriderci: manca la crepaccia terminale e quindi si arriva agevolmente alle rocce sotto la punta del Gran Paradiso. La ressa per andare ad abbracciare la Madonnina è ai massimi livelli, perciò ci limitiamo ad una foto e a salire il Roc, molto meno frequentato.

Poi c’è la discesa fino al rifugio, immersi nel calore crescente di luglio. Salutiamo gli amici che rientrano a casa e restiamo in tre, Luca, Stefano ed io. La meta del lunedì sarà il Ciarforon, montagnone dalle forme tozze e curiose che vorremo salire per la cresta Est, dal Colle di Moncorvè.

Il far del giorno ci coglie praticamente al Colle, intenti a legarci al culmine di un ripido canalino nevoso,  alla base del salto di roccia che porterà ai pendii superiori. Si sale per paretine e saltini, un unico passaggio ci crea qualche problema inducendoci a togliere i ramponi per arrampicare meglio. Un torrione arcigno è aggirato con sbalorditiva facilità. Guadagniamo la calotta di neve e in breve siamo in punta.

Strana vetta, il Ciarforon. Una punta piatta, abbellita da un laghetto. Un balcone roccioso proteso verso il Canavese, e una calotta nevosa sul versante valdostano. Quanto ghiaccio c’era qui, che adesso si è sciolto? Quanto ne resterà tra dieci o venti anni? Foto e tiro di fiato, ed è ora di ridiscendere. Molta cautela nei pendii nevosi, per non scivolare in basso. Il passaggio roccioso già ostico in salita è superato con due brillanti doppie, e siamo al canalino di neve dell’andata.

Le emozioni si sprecano, a motivo della salita splendida e di una buona stella complessiva: torniamo quindi a casa stanchi, provati, ma appagati da tre giorni di tempo stupendo e di monti e ghiaccio imponenti.

Grazie agli amici del CAI di Rivarolo con cui ho condiviso queste belle giornate, in particolare un sincero ringraziamento alle mie due cordate:

Gianni e Stefano 1, i soci del Gran Paradiso

Luca e Stefano 2, i compari del Ciarforon.

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3 commenti leave one →
  1. 25/07/2013 09:39

    Il Ciarforon, una scelta da intenditori. Una solitudine che contrasta con la vicina ressa del Grampa.
    Quando ero salito io il laghetto era più grosso…
    Impressionante la foto della nord del Ciarforon. Nonostante l’ottimo innevamento di quest’anno vedo che la famosa parete glaciale non esiste definitivamente più. Sempre bella invece quella del Grampa…
    Congratulazioni per l’ottima tre giorni; e per le attività del CAI Rivarolo, del quale “colleziono” targhette di vetta sulle Graie…

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  2. serpillo1 permalink
    19/07/2013 07:40

    Bel modo di festeggiare in compagnia e ricordare! bravi

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Trackbacks

  1. Un mare di sassi – Colle di Sort e Punta Roletta | Ventefioca

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