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Delizie savoiarde – Pointe de Mean Martin

01/07/2013
Pointe du Sana

Pointe du Sana

Dal cilindo di questa estate birichina gli amici del CAI di Rivarolo estraggono un numero vincente e organizzano una due giorni strepitosa in quel della Savoia, alla Pointe de Mean Martin. A dire il vero il meteo di sabato riserva un pomeriggio di pioggia fine e insistente, così che ben venga il bus navetta che dal parcheggio di Bellecombe, sopra Termignon, ci porta all’inizio della strada che attraversa l’infinito vallone de la Rocheure. Solchiamo pascoli immensi dove mucche ci osservano placide. Sotto la pioggia battente arriviamo infine al refuge de la Femma.

Riposo ben meritato, asciugatura accanto alla stufa e cena sbalorditiva per la qualità e l’abbondanza dei cibi: la proverbiale  sobrietà e ruvidità dei rifugi francesi è messa a dura prova.

L’allegria è contagiosa e dispiace un po’ andare a dormire, ma la sveglia stabilita dal capogita JeanPierre è fissata alle 3.50 e quindi non c’è troppo da scialare nelle chicchiere serali attrono alla stufa tiepida.

Facciamo colazione intorpiditi dal sonno, ma ringalluzziti dal meteo: nebbie vaganti in basso, stelle scintillanti in alto. Poco prima delle 5 siamo in movimento, dapprima su sentiero e poi sui primi nevai. Il sole sorge splendido infiammando il Dome de Chasseforet e il maestoso ghiacciaio a calotta della Vanoise.

La punta in programma è ovviamente l’ultima “in fondo”, ma poco alla volta siamo sotto ai pendii finali. Un canale ripido con neve dura al punto giusto, due zigzag e siamo in cima. Il panorama è davvero a 360°, spaziamo dai ghiacciai della Vanoise a quelli del Rocciamelone, passando per Bianco, Gran Paradiso e il lato B di Bessanese, Albaron di Savoia, Punta d’Arnas e Charbonel. La Pointe de Sana, a due passi, potrebbe essere una prossima meta…  Ci raggiungono alcuni sciatori, in arrivo dal Colle dell’Iseran, mentre noi siamo gli unici pedoni. Scendiamo a malincuore, sapendo che il ritorno all’auto sarà lunghissimo. Così è, infatti: dopo il pranzo sui tavoli del rifugio lemmi lemmi ci incamminiamo per un interminabile rientro, aperto e panoramico sul nodo di valloni che si dipartono da Termignon.

Alle auto arriviamo con i piedi fumanti e il cuore leggero per due giorni splendidi, cullati dal vento leggero della Vanoise.

 

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3 commenti leave one →
  1. 06/08/2013 06:03

    Hello there! This post couldn’t be written any better! Looking through this post reminds me of my previous roommate! He constantly kept preaching about this. I am going to forward this post to him. Fairly certain he’s going to have a very good read.

    Thanks for sharing!

  2. serpillo1 permalink
    02/07/2013 11:17

    C’era anche la marmottina del rifugio che vi aspettava?
    Belle foto!

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