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Cima delle Vallette – chiedici della polvere

04/03/2013
Cima Ciantiplagna

Cima Ciantiplagna

Sicuramente non ci sono più le stagioni di una volta. Alla fine di febbraio immaginare dove potrebbe esserci della polvere è quanto meno singolare, sapendo che appena la settimana prima su certe gite primaverili la neve era già trasformata… perplessi ma indomiti facciamo una virtù del navigare a vista e andiamo a vedere che si trova a monte di Susa.

Pian Gelassa e Frais: già il nome indica una certa peculiarità climatica, confermata dalla quantità di neve polverosa caduta nei giorni scorsi e sopravvissuta agli ardori del sole marzolino. Armati del nuovo ritrovato della tecnica – leggi GPS – trascuriamo bellamente la traccia pre-caricata per avventurarci in totale solitudine su per la Comba Scura, avara di calore e di sole. Sole che raggiungiamo al colletto di Naia, dove intersechiamo la AutoBahn che sale direttamente dal Frais. Fuori dal bosco è la Ciantiplagna a impadronirsi del paesaggio, non tanto per la quota non eccelsa, quanto per la bellezza dei pendii innevati. E quando siamo in cima alle Vallette non possiamo fare a meno di sbalordirci di fronte al giro di orizzonte. Dalla Val Chisone al Delfinato alla conca di Susa, con dietro a fare cucù le cime delle Valli di Lanzo.

Questa la salita. La discesa è un ballonzolare sulla polvere – più o meno leggera – che ci accompagnerà per la via solita fin dentro le case del Frais. Poi, riposti gli arnesi, non ci resterà che onorare la splendida giornata con una birra spumeggiante, in quel di Susa, all’ombra del campanile.

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5 commenti leave one →
  1. 13/03/2013 15:40

    A mangiar polvere siamo tutti (o quasi!!) d’accordo, ma se ci metti pure la giornata di sole fantastica che si vede dalle foto, e una buona birra, questo è da “deluxe”!!! Come sempre…buon gustaio!!! Incantata….

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  2. 12/03/2013 08:24

    Volentieri se posso e se riesco! Definite un periodo ed io cerco di adeguarmi. Ma non si può sapere qualcosa in più? sono già curioso..

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  3. 06/03/2013 17:53

    …dopo aver descritto la tua ennesima impresa sulla neve… ci dovresti almeno fornire una spiegazione su questo toponimo strano “Ciantiplagna”…

    Ne sai qualcosa?

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    • 11/03/2013 13:29

      Macché… se il buon Chabod avesse redatto lui la guida ai Monti d’Italia del settore sicuramente si sarebbe sbizzarrito sull’argomento. il Ferreri si limita a qualche ragionamento in premessa e finisce lì. L’unico punto fermo è che il Cià iniziale assomiglia molto allo Tza del patois francoprovenzale in uso in Val d’Aosta. In effetti siamo ai confini tra tre diversi idiomi: il piemontese classico delle basse Valli, l’occitano dell’alta Val Chisone e il francoprovenzale. Ma da qui in poi non aggiungo nulla e lascio la parola agli esperti.

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      • Beppeley permalink
        11/03/2013 22:41

        Grazie… tanto di cappello!

        Ascolta, avremmo un’altra missione in stile “Ussel” da progettare e da portare a termine…

        E stavolta chi c’è la commissiona è una persona speciale…

        Tu ci saresti?

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