Skip to content

Se non tornasse il sole – Ramuz

03/02/2013
tags:
Charles Ferdinand Ramuz

Charles Ferdinand Ramuz

Il sole tramonta dietro una cresta, e ricomparirà solamente a distanza di mesi a riscaldare di nuovo le mura del villaggio. Ci sono molti paesi nelle vallate alpine in cui questo accade, e così è anche a Saint-Marthin-en-Haut, il paese immaginario dove si svolge il romanzo di Ramuz.

Siamo nel Vallese degli anni ’30 del secolo scorso. Il paesino è un gruppo di case disadorne, senza neppure una chiesa. Unico ritrovo un caffè, dove gli sparuti avventori ascoltano alla radio le notizie della guerra di Spagna.

Potrebbe essere un lungo inverno come tanti altri… ma il vecchio guaritore del paese interroga i suoi vecchi libri e, dopo astrusi calcoli, conclude che il sole non tornerà mai più.

E’ l’inizio del propagarsi di un malessere diffuso, che si insinua negli animi dei paesani. Non li consola il vedere i raggi solari riflettersi nei monti di fronte, e neppure sapere che nel resto del mondo il tempo scorre senza scosse e senza avvisaglie della minaccia che ritengono li sovrasti. L’inverno li avvolge presto nella nebbia e nel gelo ed essi si sentiranno ancor più isolati dal resto del mondo. Un giovane cacciatore tenta di salire la cresta per verificare se ancora il sole esiste, ma si salverà a stento dalla notte incombente. La morte di un vecchio, la disperazione e l’imbruttimento di un padre abbandonato dalla figlia, le malattie e gli infiacchimenti della stagione invernale creano una atmosfera sempre più cupa, che culmina con la morte del vecchio guaritore.

Eppure il sole tornerà, semplicemente perché segue il suo corso. Ma per rincuorare la gente del villaggio sarà necessario che un gruppetto di giovani, capeggiati dalla esuberante Isabelle, si metta in cammino e salga a festeggiarne l’arrivo sulla cresta che sovrasta il paese.

Ultimo dei romanzi di Ramuz ambientato in montagna, coglie in pieno l’atmosfera di declino susseguente all’incombere delle notti di più mesi che avvolgono i villaggi all’envers delle valli. Atmosfera lugubre e tuttavia rischiarata dallo stile impareggiabile di Ramuz, che con il mescolare i tempi verbali rende l’azione immediata e vivace

I personaggi principali, dal vecchio guaritore alla giovane Isabelle, sono tratteggiati con poche allusioni che li descrivono completamente. La natura invernale fa il suo corso e qui, più che in Derborence, si rivela del tutto indifferente alle vicende umane.

Annunci
One Comment leave one →
  1. serpillo1 permalink
    04/02/2013 14:36

    Che scenario apocalittico..meno male che il sole segue il proprio corso..peccato solo per l’inquinamento che produciamo che non aiuta ne’ noi ne’ il tempo..

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: