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Punta Cia – Voglia di panettone

02/12/2012
Valle Orco - Mares e Quinzeina

Valle Orco – Mares e Quinzeina

Sarà la prima neve, sarà l’arrivo dell’inverno, sarà il periodo strano che mette voglia di dolcezza… sta di fatto che oggi mi è venuta voglia di panettone. Non di quello con l’uvetta e/o il cioccolato, bensì… del panettone di Punta Cia! Si parla dell’intero, enorme, spettacolare pendio di neve che cattura la vista di chi sale in Valle Orco, appena dopo Sparone, a fianco di Punta Cia.

Creatura  misteriosa e sfuggente, che entra in condizioni solo per poco tempo e poi si ricopre di croste ributtanti, come appunto un panettone troppo cotto che si crepa e si disfa.

Ebbene, oggi è stato il giorno. Già salendo si intuiva che potevano esserci delle buone opportunità di discesa. Qualche buongustaio apripista si vedeva, garanzia di neve almeno sciabile.

Il vento impetuoso in cima invitava ad andarsene per la via più breve e più scontata… ma a resistere per un attimo alla fretta di togliersi di lì abbiamo deciso di tentare la via nuova. Successo pieno, neve polverosa e – soprattutto in alto – così abbondante da coprire le vecchie tracce crostose.

Ad una mattinata affollata è seguito un primo pomeriggio per sentieri deserti. Dalla strada che da Sparone monta ad Alpette si stacca, a quota 600 metri, il sentiero per Aia di Pietra, nome singolare e misterioso. Si scoprirà una splendida mulattiera che sale tra i castagni, una serie di grandi cappelle votive, per arrivare ad Aia di Pietra. Gruppo di case stretto attorno ad un campanile isolato collocato sopra un enorme dosso di roccia montonata, con tanto di marmitte dei giganti (trecento metri sopra l’attuale fondovalle… fin qui arrivava il ghiacciaio!). A curiosare tra le casi si scopriranno porte istoriate, una fontana incisa in un unico blocco, delle pietre con incisioni che ricordano antichi altari pagani, una casaforte del 1600, l’enorme chiesa di S. Anna. Nome azzeccato per un luogo librato a mezza quota. In alto occhieggia la chiesa di San Bernardo di Sparone, luogo di masche e sabba…

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12 commenti leave one →
  1. paologiac permalink
    04/12/2012 09:20

    A vedere le foto e leggere gli ultimi post tuo e di Flaco, mi pento di non aver mai fatto scialpinismo. Fantastico!
    Sulle antiche borgate non faccio commenti, tanto lo sapete gia cosa penso.

    • 04/12/2012 10:40

      sei sempre in tempo a cominciare – pensa a come è andata a Napoleone in quel di Marengo…

  2. Beppeley permalink
    03/12/2012 22:26

    …sempre belle foto e sempre ottimi ed inediti sguardi sul mondo alpino…sguardi affascinanti, intriganti e “completi”… Dalle cime imbiancate, dimore dell’ignoto, al fondovalle.

    Un gustoso viaggio nella verticalità, sia essa rappresentata dalla fatica millenaria degli “artisti” montanari, in grado di creare vere e porprie opere d’arte di sopravvivenza, nella natura severa, perigliosa, misteriosa e spaventevole, sia essa rappresentata da noi alpinisti… Ma sì, mi va di etichettarti così perché quelle tue ascensioni verso il cielo, seguite poi dalle discese tra gli uomini, sono espressione di spiritualità.

    Sentimento della vetta, della meta, giusto per riprendere il titolo di un opera recente di Spiro dalla Porta Xydisa e Marco Blatto.

    • Beppeley permalink
      03/12/2012 22:27

      …spero che non si offenda… troppo veloce a digitare… volevo scrivere “Xydias”… che pasticcio ho fatto…

    • 04/12/2012 10:41

      Grazie Beppe… io sono molto meno meno spirituale di Marco e di Spiro!

    • Beppeley permalink
      04/12/2012 10:45

      …manca anche un accento… “un’opera”… scusa gli errori…

  3. serpillo1 permalink
    03/12/2012 10:30

    Anziche’ voglia di panettone, a veder le cime imbiancate, mi era venuta voglia di panna.. prontamente soddisfatta in gelateria 😉
    Bella borgata.. scoperta per caso?

    • 03/12/2012 22:59

      A dire la verità stavo cercando un petroglifo a Bosdonio (?), Bisdonio(?), Besdonio (?), ovviamente senza cartina – visto che le montagne di casa non hanno ormai più segreti (sic.) e quando ho visto il segnavia con scritto “Aia di Pietra” è scattata la curiosità. Poi Internet ha fatto il resto

  4. 03/12/2012 08:02

    Uno non sa più a che santi farsi raccomandare per fare una bella sciata 🙂
    Belle foto, come sono belle le passeggiate dentro le borgate sperdute.
    Ma quella croce nella roccia dici che è antica antica? In giro ne è pieno, anche da noi (una la trovi salendo al Roc d’le Masche).

    Comunque bella la prima neve! Poi Punta Cia non…

    • 04/12/2012 10:54

      Antica non tanto, ce ne sono altre simili sul percorso. Il percorso stesso è intrigante, perché sale da Sparone fino alla chiesa di San Bernardo di Sparone, sotto a Cima Mares. Luogo di sabba e di masche… meno prosaicamente, luogo battuto dai fulmini che qusi ogni anno fanno strage di vacche e pecore. E poi San Bernardo non era quello che aveva cacciato i demoni dai Passi alpini? Se la gioca con S. Ignazio, gran terrore di serpi e basilischi!

  5. Rebecca permalink
    03/12/2012 06:09

    Tornerò a commentare… ora non posso..Pif

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