Skip to content

Punta Tressi – la serendipità

19/08/2012
tags:

Ci sono gite che si programmano con cura e si inseguono per anni; ce ne sono altre che nascono sull’onda dell’improvvisazione o sul suggerimento di un amico. Questa gita è nata invece come un caso strano: ci volevamo andare, ma non il giorno in cui ci siamo andati…

Punta Tressi te la trovi di fronte quando sali a San Besso, in occasione della festa invernale. La vedi dalla pianura a far da quinta alla bastionata quasi orizzontale che dalla Testa dell’Arietta porta alla Rosa dei Banchi. Per il fatto che è lì, sempre davanti al naso, viene davvero voglia di salirla. Mai che si sia presentata l’occasione, pur sollecitando amici e conoscenti. Da Campiglia Soana, in una giornata uggiosa di metà agosto, la prima intenzione  è di salire poco sopra all’Azaria, sulle tracce di vecchie miniere attorno al Rio del Rancio. Ci prende però l’uzza di portarci nel vallone del Rio Busiaire, verso la Bocchetta del Cucco. Sentiero evanescente, pochi bolli rossi sbiaditi e qualche ometto che dotiamo di fratellini. Ci affidiamo alla carta dell’IGC, decisamente approssimativa. Ben oltre il bosco scopriamo uno chalet improbabile. Il sentiero fa un largo giro non previsto, ci porta a dei ruderi non segnalati e poco dopo ci recapita alla Bocchetta del Cucco, con un’ora di vantaggio oltre le nostre pessimistiche previsioni. Il sole è poco oltre, perchè non cercarlo verso Punta Tressi? Un dosso erboso, un canalino franoso – la Guida ai Monti d’Italia in questo è precisa – una dorsale ripidissima di erbe e infine una cresta rocciosa più lunga del previsto. Siamo in cima, con le nuvole più in basso, che rivelano il cuore più nascosto dei monti canavesani, l’acrocoro Lazin-Moncimour- Gialin e la testata della Valle di Forzo con il bacino di Ciardoney. Torre Lavina è avvolta in una parrucca di cumuli, mentre la Tersiva si rivela per quel che è, ovvero una signora montagna!. Anche la Rosa dei Banchi ci saluta, memore delle nostre prime imprese quasi alpinistiche. Eravamo partiti per cercare una miniera e troviamo una gran bella montagna: se non è serendipità questa…

P.S.: se proprio non volete navigare a caso, vi consigliamo per i monti canavesani le carte di MU edizioni. Curate, dettagliate, aggiornate con pazienza artigianale unita alle tecnologie moderne.

Annunci
3 commenti leave one →
  1. 20/08/2012 21:14

    aspetta che mi segno le risposte 😉
    1. uzza…. in realtà uzzolo, ovvero voglia matta di fare qualcosa. L’uzza invece è un venticello fresco e improvviso – i due termini sono collegati, a ben dire… non è forse vero che a sentire un vento fresco viene voglia di uscire e fare cose baravantane?
    2. siamo andati il 12 agosto, a ferragosto eravamo ad amsterdam
    3. ovviamente la carta della MU l’ho comperata il 12 pomeriggio, a gita avvenuta., all’ufficio turistico di ronco. Ad andare su avevamo una IGC la cui approssimazione è ormai scandalosa e proverbiale. Le carte antistrappo sono pericolose, così morbide da infilarci il viso quando le si legge….
    4. le conosco ma non le uso…
    La valle Soana sembra minuscola, ma si apre in modi inaspettati e singolari… siete mai andati su per Forzo? dai che ci organizziamo per una gita in autunno, la stagione migliore!

    • 21/08/2012 12:42

      Pensavamo di andare sopra San Berné…. ci sarebbe anche paologiac…senza stare troppo a pensare alla nebbia…

      Ci vieni?

      Prox w.e. ?

  2. 20/08/2012 18:46

    1. “uzza”: cosa vuol dire nel contesto del tuo periodo?

    2. quando ci sei andato? Noi eravamo da quelle parti a ferragosto…

    3. aggiungerei che la carta MU edizioni, in particolare quella della Val Soana (scala 1:20000), è antistrappo e impermeabile… Al tatto è piacevole da matti! (quando le cose son ben fatte, non mi faccio problemi a fare pubblicità gratuita… ci “guadagno” anche io… chiamasi “meritocrazia”… Oddio, no! Che ho pronunciato!)

    4. un’altra carta ben fatta è quella dell’Escursionista editore (Val Soana, Valle di Ribordone, Valle di Locana – scala 1:25000).

    La Val Soana è stupenda. Un gioiello delle Alpi piemontesi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: