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Accabadora – Michela Murgia

09/08/2012
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Quando veniamo alla luce abbiamo necessariamente una madre. Non sappiamo, quando ce ne andremo, se ci sarà un’altra madre ad assisterci. L’ultima madre è  l’accabadora, colei che finisce.  E quando, nella Sardegna degli anni Cinquanta,  l’accabadora Tzia Bonaria si prende in casa Maria  – quarta figlia di madre vedova –  tutto il paese capisce che si è scelta una erede. Tutti sanno tranne lei, Maria, che non si spiega gli abiti neri, il silenzio che circonda la donna, i misteriosi motivi per cui esce la notte. Nel momento in cui Maria comprenderà il significato di riti e usanze  a lei ignoti fuggirà altrove, salvo essere richiamata in paese da un motivo che andrà oltre il suo sgomento per un destino che non si è scelto.

Michela Murgia non ha paura delle parole e di ciò che sta dietro alle parole stesse. Con un lingauggio pulito e deciso ci scaraventa dentro ad un mondo remoto di tradizioni, costumi e usi che possono sembrare remoti ma in definitiva rivelano temi decisamente attuali, quali l’eutanasia e la sofferenza.

Qui trovate la trama del libro (finale compreso…).

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