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Breithorn Orientale – via dalla pazza folla

01/08/2012

Piccolo Cervino

Quando dici che vai al Breithorn (passando da Cervinia…), chi se ne intende un po’ di alpinismo pensa che ormai sei cotto e vai a fare una montagne à vaches tanto per portare a spasso i ramponi. Non dirgli che andrai a dormire al Guide del Cervino, su a Plateau, altrimenti penserà che sei pronto per la sedia a rotelle, o il camposanto. Perché il Breithorn si fa in giornata, che diamine!

Tanto vale dare subito le informazioni corrette, o, meglio, starsene dapprima zitti e poi dopo raccontargli quel che è successo. Che il rifugio era carino e ben tenuto, il gestore simpatico, la sua aiutante svizzera teneva egregiamente a bada i mille ammiratori dei suoi occhi azzurro ghiaccio. All’intenditore raccontagli che alle quattro di mattina dell’ultima domenica di luglio nevicava come in Lapponia a Capodanno, ma che hai confidato nel miglioramento previsto dal meteo, che puntuale è arrivato con le prime luci del sole.  Digli che dal Colle non sei salito sul Breithorn Occidentale, il più vicino e a portata di mano, ma che ti sei abbassato sotto al Centrale per puntare all’Orientale, il più lontano e rognoso. Spiegagli che la crepaccia terminale era quasi chiusa (il quasi significa che oltre a gambe e braccia lunghe occorreva anche usare la testa). Che sopra la crepaccia un bel pendio a quaranta gradi ti faceva apprezzare le punte dei ramponi. E che dalla Finestra dei Breithorn la traccia vecchia era ricoperta dalla neve del giorno prima. Così, alla fine, potrai anche confessare che arrivati sotto al castello di roccia, a trenta metri dalla punta, tu ed i tuoi compagni di cordata avete scosso la testa e concluso che la gita poteva finire lì, ché a fare i funamboli sul verglas proprio non era il caso.

Potrai così  non parlare della neve molle che sfondava al ritorno, della lunghezza interminabile del colle del Breithorn, del piacere con cui ti sei scolato l’ennesima birra al rifugio, prima di scendere nella torrida pianura. Però, in fondo, perché nascondersi dietro a tante parole? Ecco qui le foto.

Un saluto ed un ringraziamento carissimo agli amici inossidabili Mario, Beppe e Stefano.

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2 commenti leave one →
  1. 02/08/2012 21:31

    Eh, noi abbiamo seguito guida dei monti d’italia e consigli vari! Tu marco sei mooolto sopra la media dei medi frequentatori delle altissime vette, difatti non sei caduto nel tranello della moltiplicazione/diminuzione dei breithorn… il 90% degli alpinisti da 4000 conoscono e salgono solo l’Occidentale – come feci io a suo tempo – … la montagne à vaches, appunto.

  2. 02/08/2012 20:55

    Chapeau!
    Conosco i Breithorn (l’anno scorso li ho attraversati dalla Roccia Nera) e so che non sono solo cucuzzoli per portar a spasso i ramponi 🙂 Poi con il maltempo di quest’anno… le foto dicono tutto. Avete provato e avete fatto bene!

    Ma dalle foto mi pare che voleste salire l’Orientale dal lato “sbagliato” (o la foto mi svia?)… è più facile salirlo da est.

    L’Occidentale (una montagne à vaches?) invece è divertente in giornata con gli sci, la prossima volta me lo voglio far tutto a piedi da Cervinia.

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