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I Martiri Tebei di Massimo Centini

11/07/2012

I Martiri Tebei

Potrebbero essere solo figli della leggenda

Tutti,  più o meno, li abbiamo incontrati: a colpirci è soprattutto la loro divisa da soldato romano e in qualche caso i loro nomi, così “strani”, da rendere arduo l’impegno filologico tendente a decifrarne i significati reconditi

San Maurizio, San Chiaffredo, San Magno, San Besso… diverse figure di Santi leagti da una traccia molto esile:  l’appartenenza – reale o presunta – alla Legione Tebea,  composta da soldati di fede cristiana e per questo trucidati presso l’antica Agaunum, in Svizzera, a opera dell’imperatore Massimiano.

Santi legati a doppia mandata con l’ambiente alpino, da San Maurizio patrono di Torino, a Magno e Besso, titolari di due importanti santuari in Valle Grana e Val Soana, fino a  Chiaffredo, patron di Crissolo, alle pendici del Monviso. Come mai da un fatto d’armi e di persecuzione  avvenuto in Svizzera poco prima del 300 d.C. sia discesa così copiosa progenie di Santi è un mistero che, al di là della fede, è degno dei migliori studi di antropologia. Proprio  sull’argomento si è cimentato anche Massimo Centini, che per la collana dei Quaderni di Cultura Alpina di Priuli e Verlucca ha riportato una interessante e rigorosa analisi della nascita di un mito alpino.

Un appuntamento a cui cerco di essere presente è la festa invernale al santuario di San Besso, che si tiene il primo dicembre di ogni anno. Atmosfera raccolta di inizio inverno, con la prima neve che occhieggia dalle cime attorno – quando non è presente già da Campiglia. Un modo per ritrovare tanti amici delle Valli Canavesane, con i quali commentare la stagione passata e mettere assieme qualche idea per l’anno che verrà.

Nel 2009 era così.

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5 commenti leave one →
  1. serpillo1 permalink
    12/07/2012 08:47

    Bel modo d’incontrarsi!

    Santi e tradizioni pagane mescolati insieme

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  2. 11/07/2012 22:25

    detto e fatto, inserito incipit!
    Gp

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  3. Beppeley permalink
    11/07/2012 21:44

    Affascinante da morire.

    Miti che si perdono nei secoli della storia e che sanno farci conoscere in modo molto più approfondito le nostre Alpi.

    Immagino quanto possa essere appagante e divertente fare un’escursione in quei luoghi, di cui hai fatto cenno nel post, proprio dopo aver letto il libro di Centini.

    Tra l’altro l’ho visto di persona durante il Convegno sulla Stregoneria nelle Alpi Occidentali e mi ha fatto davvero un’ottima impressione.

    P.S.
    Ma una citazione… per quanto minima? No? Un passaggio che ti ha particolarmente colpito…

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