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Trail del Monte Soglio 2012: un sentiero lungo un giorno

31/05/2012

27 maggio 2011, ore 5.45, Forno Canavese

La prima volta è un momento di pazzia. La seconda volta può essere una coincidenza. La terza volta è una malattia, oppure una preoccupante dimenticanza di quanto si era patito in precedenza.

In pratica mi devo spiegare perché sono qui a Forno Canavese alla partenza del Gir Lung, su un percorso ancora più impegnativo dell’anno scorso. Sessantatré chilometri contro sessanta; cento metri di dislivello in più. Il risultato di una variazione di percorso che, a detta degli organizzatori, renderà il trail più tecnico e più alpino. In sintesi, ci sarà da tribolare. Meglio non pensare ai dolori a caviglie e ginocchia che l’anno scorso mi hanno assalito negli ultimi chilometri di discesa. Meglio non pensare ai nuvoloni neri che stamani nascondono il Soglio. Saluto i compagni di corsa Renato, Cuci, Federico, Marco. Riconosco trailer storici e molte new entry, anche perché quest’anno ci sono più di 300 iscritti alla partenza.

Lo staff controlla il materiale obbligatorio, ci ritroviamo tutti oltre al cancello della punzonatura. Pronti al via.

Ore 06.00: partenza!

In genere preferisco partire con calma e recuperare dopo, quindi non mi scompongo più di tanto quando, usciti da Forno, si forma un tappo enorme alle pendici del sentierino che monta a Cimapiasole. Ci sarà tempo per correre più in su. Per un po’ seguo Renato, poi sotto le rampe del mulino Val lo perdo di vista. Ci vedremo all’arrivo, mi sa.

Il primo cancello sarà all’Alpe Bellono, al km 16, dove bisognerà arrivare entro le nove e mezza. Si può fare, basta non addormentarsi.

Ore 07:45. Santuario dei Milani, km 11

E’ il mio punto di riferimento per l’inizio corsa. Ottima tabella di marcia. Mancano cinque chilometri all’Alpe Bellono, ma bisognerà guadagnarseli tutti, su per il Canauta. Soprattutto ci sarà da salire e poi scendere.

Ore 08:15 su per il Canauta

L’anno scorso si saliva al Canauta per poi iniziare la lunghissima discesa fin sotto Belmonte. Ora, invece, si continua a salire. Il Soglio è là nelle nebbie, a tirare diritto ci si arriverebbe subito. Invece, raggiunta la base delle Rocce della Cruasera, iniziamo a scendere. In discesa si forma un piccolo imbottigliamento, chi è davanti probabilmente è più abituato a correre in piano invece che per gli scoscesi sentieri canavesani. E qui è ancora nulla, la parte tecnica del percorso la incontreremo molto più avanti, sulla costiera che dal Soglio porta fino al Colle della Croce d’Intror.

Ore 09:00 Cancello 1 Alpe Bellono, km 16

Il primo cancello è lasciato alle spalle, con ristoro e breve sosta. Ci incamminiamo sul lunghissimo traverso del Sentiero del Gallo che ci porterà fino ai Ronchi di Cuorgnè, da dove inizia la micidiale salita al Soglio. Il tempo sta girando al bello, l’aria è fresca senza essere troppo umida, le gambe rispondono bene, il sentiero quasi tutto all’ombra di faggi, castagni e frassini: è ora di darsi da fare, provo ad accelerare l’andatura. Complice la primavera piovosa, ad ogni avvallamento c’è un guado da attraversare. I chilometri sono ancora tanti, cerco di tenere i piedi il più possibile asciutti. Non sono l’unico ad essere così schizzinoso; altri dopo ogni pozza fangosa si fermano a pulire i tacchetti con uno straccio.

Ore 10.20 Ronchi Giaudrone, km 26

Da qui comincia la micidiale salita che ci porterà fino al Soglio. Non si fanno più sconti e neppure prigionieri. L’anno scorso avevo patito il caldo e la fatica, quest’anno mi sembra di stare meglio. Gli abitanti dei Rochi sono in strada a fare il tifo, questo è molto bello e ci dà la carica in più per salire decisi e metterci il cuore in pace: su vogliamo e dobbiamo arrivare!

Il tratto di bosco bruciato sega le gambe, ma prima del previsto mi ritrovo già dove la cresta si spiana e arriva la pista della forestale. Ancora cinque minuti e vedo il secondo cancello, l’Alpe Monsoffietto

Ore 11, cancello 2, Alpe Monsoffietto, km 30

Ho un’ora e mezza di vantaggio sulla chiusura del cancello… sono davvero contento. Un ragazzino mi rabbocca la borraccia alla fontana, mentre io mi concedo uno spuntino con i fiocchi, allestito dai volontari del ristoro. A vedere i chilometri si è quasi a metà gara, ma la parte dura deve ancora arrivare.

Si riparte salutando a malincuore il banchetto dei volontari e la tavola imbandita dei conduttori dell’Alpe, fermamente intenzionati a non muoversi dal desco. il Soglio è ancora lontano.

Ore 11.45 San Bernardo di Mares, km 33

Passaggio veloce. Soffi di aria fredda che – si spera – terranno lontani i temporali.

Sotto l’Alpe del Calus incontro gli amici del CAI di Rivarolo. Facciamo due parole, tiro un po’ il fiato. Da qui la pendenza si abbatte, vedo già la punta!!

Ore 12:30, cancello 3, Monte Soglio, km 37

Che bello essere arrivati fin qui! Scambiare quattro battute con Alessio, Giovanna, Ilia, tutti i bravi volontari che rabbrividiscono e ci assistono, uno dopo l’altro. I runner passano veloci, salutano, ringraziano e proseguono. Da qui in poi siamo in terra incognita.

Ultimi sette chilometri!

Ore 15,20 cancello 4, Pian Audi, km 51

Che c’è stato tra il Soglio e qui? Una cresta erbosa immersa nella nebbia, che dapprima è larga e poi si restringe fino a diventare una lama di roccia. Tratti di sentiero picconati di recente da parte degli organizzatori. Il sorriso dei volontari del soccorso alpino imbacuccati nelle giacche a vento rosse e gialle, che ci aspettano e ci sorvegliano mentre noi, in pantaloncini e maglietta, li sfioriamo e scompariamo nella nebbia.

Potrebbe esserci un panorama grandioso al posto di queste nuvole grigie. Pazienza, va bene lo stesso, purché che tempo e gambe reggano.

Finito il percorso di cresta, dal Colle della Croce d’Intror si piega verso Corio. Al Rifugio Peretti Griva otteniamo tè caldo, acqua fresca e simpatia, per rincuorarci prima della discesa eterna fino a Pian Audi.

In discesa caviglie e ginocchia tengono bene, a differenza dello scorso anno. Lasciamo nebbie, pascoli e pietraie per immergerci nuovamente nel bosco. Il campanile della Chiesa di Pian Audi è il nostro metro di giudizio su quanto ancora manca ad arrivare. A pochi metri dal ristoro, veniamo salutati da una famiglia francese in attesa del papà, con tanto di mani verdi da tifosi del Tour!

Dopo Pian Audi è quasi fatta: ci sarà un ultimo strappo in salita fino al Colle del Bandito e poi sarà solo una lunga planata fino al traguardo.

Finora ho corso alternando le compagnie e le chiacchiere a seconda del passo degli occasionali accompagnatori. Per questo ultimo tratto, mi aggrego ad un simpatico torinese. Siamo rilassati, ridiamo sul fatto che ormai la via più breve per tornare a casa è camminare fino a Forno, come stiamo davvero facendo.

Eppure il Bandito non arriva mai: il sentiero gira un costone dopo l’altro, diventa una sterrata che punta lontano dalla cresta. Intercettiamo una festa di alpini, ingolliamo l’ultimo sorso di Coca Cola. Infine intravvedo un costone familiare, un certo pilone della luce. La sterrata scollina verso Forno e in un attimo sono alla cappella del bandito, dove incrocio l’amica Luisa pronta con la macchina fotografica!

Mancano sette chilometri. Saranno sette chilometri in cui stringere i denti, evitando “le buche più dure”, i sassi acuminati della sterrata, le gambe che iniziano ad essere decisamente pesanti.

E, dopo 63 km, con il tempo di 11 ore e 12 minuti, passo sotto lo striscione del traguardo!

Birra bevuta in un fiato, prato fresco, posizione sdraiata, stretching. Arrivano gli amici che ti fanno i complimenti, la doccia gelata della palestra, il meritato pranzo in compagnia di Renato, Dario e Marino, le mille chiacchiere con Luisa.

Mentre ci raccontiamo sensazioni e impressioni ci accorgiamo che manca ancora Cuci. Tutti lo pensavamo davanti a noi. Lui, invece, fedele alla parola data ad un suo amico, lo ha accompagnato passo passo incoraggiandolo e sostenendolo. Avrebbe potuto chiudere la corsa in meno di dieci ore, ce ne ha messe più di tredici. Signori, giù il cappello. Non saprei trovare un esempio migliore di amicizia, fedeltà e generosità.

Infine, è doveroso e bello ringraziare gli organizzatori del trail e tutti i volontari che si sono presi cura di noi corridori, anche solo indicando una svolta o distribuendo un sorriso di incoraggiamento. Bravi tutti, grazie a tutti.

Con questo ideale applauso termina la cronaca di una giornata appassionante, fatta di tenacia, sudore, impegno e fatica

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3 commenti leave one →
  1. Beppeley permalink
    04/06/2012 15:43

    Newsletter del C.A.I. di Lanzo Torinese (TO)
    Newsletter n° 24 Lanzo Torinese,Lunedì 04 Giugno 2012

    Il 27 maggio si è svolta una corsa in montagna di 63 Km chiamata “Trail del Monte Soglio”. Potete vedere le foto degli intrepidi corridori al passaggio dalla zona di Pian Frigerola al sguente link:
    http://lnx.cailanzo.it/joomla/index.php?option=com_phocagallery&view=category&id=176:27-05-2012-trail-del-monte-soglio&Itemid=220&lang=it

  2. Anonimo permalink
    01/06/2012 13:39

    Sei un Campione !
    Immagino che tua figlia sarà molto orgogliosa di avere un papà così in gamba…

  3. 01/06/2012 08:36

    Che avventura… complimenti, grande impresa!

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