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Disastro in Val Rosandra, a cura della Protezione Civile

08/04/2012

La pulce nell’orecchio me l’avevano messa i camosci bianchi, parlandone in  questo post in cui si tratta della interazione dell’uomo con l’ambiente. Uomo che ha amplificato le sue potenzialità distruttive e che quindi impone – a se stesso – paletti e limiti per conservare, preservare e tramandare ad altri un ambiente il più possbile integro. Ma quando a essere causa di disastro sono le stesse istituzioni che dovrebbero PROTEGGERE, allora qualcosa non va, negli scopi e nei mezzi.

La Val Rosandra è un gioiello di valle incisa nelle rocce del Carso a pochi metri dal mare. Un polmone verde a pochi passi dal caos e dalla vivacità del porto di trieste, nonché la prima palestra arrampicatoria di  Emilio Comici, uno di maggiori scalatori italiani. Io me la ricordo così;  in questo altro luogo trovate due parole sull’argomento: rosandra 2008

Val Rosandra

L’enormità e l’assurdità dell’intervento mi hanno lasciato perplesso. Ho chiesto informazioni ad un carissimo amico triestino. La sua risposta – lui sempre così pacato e misurato – mi ha sbigottito ancor di più. Ve la riporto di seguito, assieme ai link dai quali trovare altre notizie.

Davanti a questo eccesso e sproporzione di mezzi al vecchio ed arruginito liceale torna in mente la tremenda hybris dei greci, ovvero la superbia che induce a commettere azioni scellerate. Nella miglior tradizione della tragedia greca a tale hybris, fatalmente, segue la altrettanto micidiale nemesis, la vendetta divina che castiga la tracotanza. Lascio la parola al mio amico. Per parte mia spero che, grazie agli  UOMINI di BUONA VOLONTA’ nel frattempo intervenuti, si tralascino del tutto mezzi e modi che di PROTEZIONE hanno ben poco.

Sono allibito,
una cosa è rimuovere le ramaglie che ostacolano il regolare deflusso delle acque, e un’altra è tagliare alberi di diametro anche di 90 cm., ben piantati sulla riva, che trattengono gli argini e rallentano la corsa delle acque, senza spostare le ramaglie frutto dello scempio e quindi rendendo la situazione più pericolosa di prima. Non mi stupirei se, dopo aver creato un’autostrada da un fantastico bosco a galleria, ora volessero cementificare il tutto, così davvero in caso di piena l’acqua non troverebbe ostacoli!

Ma la cosa che più fa inferocire i triestini è che i barbari friulani sono entrati con camion, ruspe e seghe in un prezioso tempio, amatissimo da tutta la popolazione, creando un danno che starà decenni a rimarginarsi. Già qualche giorno dopo si è alzato borino, ed ha spazzato tutto il terriccio su cui potrebbero attecchire i nuovi semi. Il bosco rallentava anche la corsa della bora, che in questo punto è fortissima, così il rifugio CAI “Premuda” e le case del paese sottostante saranno ancora più indifesi.

Gridano inoltre vendetta la recente soppressione del corpo forestale regionale in zona,  nonchè il fatto che l’area fosse supertutelata. La grandiosa cattiva stupidità degli autori dello scempio ha fatto poi scegliere loro il periodo primaverile importantissimo per la riproduzione degli animali e per il risveglio delle piante.
Fra l’altro il lavoro dovrebbe riprendere in altre due giornate dal 15 aprile, e per questo gli amici della Valle hanno chiesto alla magistratura il sequestro conservativo del bosco che ancora rimane.
Se hai pazienza leggi per favore le parole dei tuoi colleghi Paolo Rumiz e Mauro Corona, che stimo immensamente, e guarda le immagini dai collegamenti qua sotto.
Saluti

http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2012/03/31/news/la-valle-violata-il-dissesto-1.3754959

http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2012/04/02/news/corona-vanno-puniti-un-lavoro-da-incompetenti-1.3763875

http://ilpiccolo.gelocal.it/foto-e-video/2012/03/30/fotogalleria/migliaia-di-alberi-pregiati-abbattuti-in-val-rosandra-1.3750581

http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2012/03/30/news/val-rosandra-violata-strage-di-alberi-1.3750606

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6 commenti leave one →
  1. 13/04/2012 19:21

    uh, e’ arrivata fin la’ la notizia… 😦

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  2. Beppeley permalink
    10/04/2012 16:58

    Estratto di un commento al post sulla Val Rosandra (dal blog oggiscienza):

    “In tutti i paesi civili Europei (Francia dove vivo, Germania, Inghilterra, Belgio, Spagna, ecc.) e a livello extra-continentale anche in quelli meno evoluti, come nella cintura Indonesiana dove ho vissuto per 13 anni lavorando come biologa zoologa etnologa in Papua Nuova Guinea, tutti i parchi Naturali, le Riserve Naturali le Oasi Naturali, hanno a capo un biologo come direttore scientifico il quale viene ascoltato su ciò che può o non può essere fatto, all’interno di quell’area ecologica per proteggerne la fauna e la flora, quindi, poi se si tratta d’interventi di tipo idrogeologico, i geologi ascoltato il biologo, interverranno con le loro conoscenze, per compiere modifiche che siano le più armoniche possibili con lo stato di salute dell’area naturale. In Italia diversi parchi naturali sono diretti da sociologi […] ”

    Nel nostro Paese, così maledettamente carnevalesco, capita sovente di imbattersi in personaggi che detengono una “poltrona” senza averne il merito. MERITO.

    I “posti di comando” in Italia spesso sono in mano a personaggi che non hanno alcuna competenza per presiederli ma sono lì perché qualcuni li ha messi…il solito nepotismo, le solite conoscenze, le spintarelle, i vari unguenti che oliano il sistema…

    Chi sa (dal verbo “SAPERE”) in Italia è un cretino. Invece chi non sa, me è un furbetto, allora viene “premiato” e raggiunge i post di comando. Il furbo nella nostra Penisola è colui che è tosto… sta diventando ormai quasi uan figura mitologica….

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    • 10/04/2012 18:01

      A me viene in mente un’altra parola: INADEGUATEZZA. Di fronte alle emergenze, e di fronte all’ordinaria amministrazione, se vogliamo chiamare così la “manutenzione” di un corso d’acqua. Inadeguatezza perchè – come scrivi – ai posti di comando ci sono gli incapaci e gli incompetenti. Sono un po’ stufo del comune dire che gli italiani si salvano con l’inventiva. Non c’è da inventare un bel niente. Basterebbe usare la testa. In altre parole, riconoscere il merito, la competenza e la preparazione di chi potrebbe davvero essere in grado di gestire e prevenire.

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  3. serpillo1 permalink
    10/04/2012 11:01

    C’è tanta ignoranza ed immaturità…

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  4. Beppeley permalink
    09/04/2012 22:09

    Sono annichilito da tanta stupidità umana. Mi ha fatto davvero tanto male scoprire che anche per quanto riguarda i nostri parchi (il nostro territorio) impera l’incompetenza. In Italia non si salva nessuno.

    Il potere è in mano alla mediocrità. E l’Italia è proprio come quella disgraziata nave da crociera finita miseramente contro un piccolo scoglio.

    E’ così in tutti gli ambiti della nostra esistenza. E adesso, quando ormai siamo in rotta di collisione con scogli ben più grandi, ci affidiamo ai “tecnici” dopo aver accetta per decenni che sul ponte di comando ci fossero dei mediocri e degli incompetenti.

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