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Dalla parte del lupo

08/03/2012
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Se uno volesse farlo apposta non ci riuscirebbe… Annunciata la pubblicazione de “Il passo del lupo”, mi accingo a commentare un altro libro, “Dalla parte del lupo”, di Luigi Boitani.

Ventefioca si sta licantropizzando? Sta diventando un tifoso sfrenato del Canis Lupus? Decidetelo voi, se non credete alle coincidenze. Io tiro avanti e parlo del libro di Boitani.

Un occhio alla data di pubblicazione. 1986.  Un occhio al contesto: l’autore riferisce degli studi condotti tra il 1972 ed il 1985 sulla diffusione ed il comportamento del lupo in Italia. Le date sono importanti, perché mentre alla fine degli anni ’80 si ipotizzavano 200-250 lupi che si spingevano a stento poco oltre l’Appennino, quasi venti anni dopo ci confrontiamo con 800 lupi  in espansione sull’arco alpino. Un successo della evoluzione e della protezione a dir poco imbarazzante, per non dire drammatico per pastori ed allevatori che si trovano a fronteggiare una emergenza impensabile fino a qualche anno fa. Tornando al libro, sono interessanti i riferimenti alla percezione del lupo nelle diverse culture e nel corso dei secoli, da animale fondatore di civiltà a demone da sterminare a tutti i costi (ed a questa pessima visione hanno contribuito le popolazioni germaniche di pastori nomadi… avete presente ciò che accadrà alla fine del mondo secondo la mitologia Nordica?  il mondo sarà inghiottiti dal grande lupo Fenrir..).

Oltre ai numeri e le statistiche, mi ha colpito la chiusura della introduzione, concreta e disarmante (anche se applivcabile più al mondo appenninico che a quello alpino)…

Il lupo si presta molto bene a fantasticherie che trasportano la mente appunto alle favole o a realtà di altri continenti e di altri climi: ecco, propongo di leggere del lupo italiano immaginandolo sui sentieri delle nostre abituali passeggiate in campagna, o dietro gli alberi che fiancheggiano le piste da sci dell’Appennino o, se avete una casa fuori città o nella periferia di un paese, di pensare al lupo dietro l’angolo del cortile ad annusare gli odori dell’orto. E questo non per mettervi in guardia: al contrario, per rassicurarvi. In tutti questi anni, il lupo è sempre stato lì, anche se non lo sapevate.

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10 commenti leave one →
  1. Anonimo permalink
    09/10/2013 15:10

    salve ventafioca… sono capitato per caso nel suo blog, e volevo solo farle un appunto…continui a occuparsi di quello che le compete, che sicuramente farà benissimo, e lasci perdere argomenti che non le competono con commenti alquanto inopportuni come questo…” Un successo della evoluzione e della protezione a dir poco imbarazzante, per non dire drammatico per pastori ed allevatori che si trovano a fronteggiare una emergenza impensabile fino a qualche anno fa.”

    è un offesa a un mondo scientifico che a quanto pare non conosce minimamente, ma soprattutto ad una specie importantissima come il lupo..

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    • 09/10/2013 20:42

      Buona sera anonimo scrittore,
      non vedo che offesa ci sia al mondo scientifico di cui lei si fa paladino il riferire da un lato della incontestabile espansione territoriale del lupo e dall’altro lato narrare delle problematiche che tale espansione sta arrecando a pastori e allevatori di montagna. I due aspetti sono ben documentati da fonti autorevoli che potrà facilmente rintracciare e consultare.
      Si ripassi il termine “offesa” e lo utilizzi con più cautela e appropriatezza: qui non si offende nessuno ma si formulano delle opinioni, sulle quali siamo aperti al dialogo e alla argomentazione.
      Per inciso le segnalo che esiste la libertà di opinione, che non mi risulta sia limitata a determinati argomenti e ambiti.
      In ultima battuta le ricordo che è buona educazione, qui e altrove, firmarsi o rendersi riconoscibili e rintracciabili.
      Gianpaolo Castellano – Ventefioca

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  2. CRISTIANO permalink
    21/02/2013 22:37

    Convivere con il lupo è possibile e doveroso.
    Leggete “la via del lupo” di Marco Albino Ferrari, un libro istruttivo ed emozionante.

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  3. Alessia permalink
    26/03/2012 18:24

    vediamo se qui riuscite ad aiutarmi. Sto cercando questo libro di Boitani, senza riuscirci, riuscite ad aiutarmi voi? (l’ho letto tantissimi anni fa e vorrei tanto averlo!) grazie! Alessia

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    • 28/03/2012 13:43

      Carissima Alessia, che mi risulti il libro è proprio introvabile. La mia copia arriva da un giro di bookcrossing, pensa un po’. Consiglio: tenta su e bay o su maremagnum.com, qualcosa salterà fuori. Ciao Gp

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  4. Anonimo permalink
    09/03/2012 09:30

    Bello. Mi fa pensare a quel “confine” che “separa” il mondo civilizzato da quello selvatico.

    Cultura e natura.

    Immagino che ognuno di noi, fissando quegli occhi, possa intravedere un qualcosa rinchiuso nel profondo della nostra anima, qualcosa di ancestrale… Che ci scuote…

    Soprattutto per noi esseri umani urbanizzati, così artificiosamente “distanti” dalla natura.

    Certo, se poi penso a chi in montagna ci lavora, comprendo perfettamente le importanti e giuste pretese dei pastori.

    L’ululato del lupo e le “urla” di protesta dei pastori sono segnali che provengono da un mondo, quello “dietro casa”, che tenta, ognuno con le proprie istanze, di sfondare l’ignoranza profonda in cui è caduto il cittadino di oggi, così avulso dal mondo selvatico.

    Pastori e lupi come forestieri che involontariamente ci dicono che esistono altri mondi (ecologici) comunque, per quanto diversi dalle città, molto importanti e da non trascurare come se fossero mondi in via di estinzione.

    Perché, a mia modesta opinione, forse è proprio da quei mondi che possiamo carpire qualche segreto per imparare a non estinguerci

    B.

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    • 09/03/2012 14:01

      ma i forestieri sono i pastori e il lupo… o l’uomo urbanizzato che pretende di decidere dove deve stare il lupo e dove i pastori? 😉

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      • 09/03/2012 14:14

        Mi aspettavo l’intervento a gamba tesa di marzia!! 😉 La discussione è aperta, e non per niente ho riportato il brano di Boitani, dove si dice che il lupo è ancora e sempre esistito di fianco a noi. Però vale in altri contesti, che per tanti motivi si sono evoluti diversamente rispetto all’ambiente alpino, sul quale si impone davvero una riflessione “sull’essere forestieri”…
        Pastori e lupi come forestieri… a loro stessi? all’ambiente in cui vivono (o tornano a vivere)?… ad un ambiente colonizzato dall’imperativo disneyano di natura bella-e-selvaggia-ma-solo-di-domenica-grazie?

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