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Fino a quando?

16/10/2011

Oggi, ma solo oggi, qui si parla di politica. Siete avvisati.

Fino a quando vedremo queste scene sulle nostre strade? fino a quando assistereremo al balbettio patetico di coloro che parlano di mestatori, di provocatori, di opposizione di schieramenti?

(FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Scene da un qualsiasi canale televisivo di sabato  sera: da una parte il giovincello rampante a dire che era la solita manifestazione del solito schieramento di mano mancina, dall’altra un impettito apparatnik a difendere le ragioni non violente del Suo partito a partire dagli anni ’70 (lo stesso partito che ha lasciato un gentiluomo come Guido Rossa da solo contro i terroristi…)

In mezzo si buttano, come rametti di mimosa a Carnevale, paroloni su Resistenza e Patria e che altro…

Ora basta. Facciamo un passo indietro, tutti. Chiedeamoci perchè in questo assurdo Bel Paese non si riesce una volta per tutte a lasciarsi indietro la Prima Guerra Mondiale, il Fascismo, la Seconda  Guerra Mondiale, la Resistenza, la Repubblica, il Dopoguerra, gli Anni di Piombo. Nel resto del mondo (limitiamoci all’Occidente…) sono ancora lì a triturarsi con queste storie? che fanno in Francia, in Germania, in Austria?

Mi sono stufato di questo culto degli eroi, di qualsiasi bandiera si rivestano ed in qualsiasi chiesa vengano adorati. Lasciateli all’Iliade. Si facciano avanti uomini e donne di buona volontà, che dicano una volta per tutte: “Ci vogliamo rendere conto di dove stiamo andando, facendoci a pezzi così? Vogliamo darci un futuro o rimanere legati alle divisioni del passato?”

Smettiamola, tutti, con questa violenza che prima che dalle pietre viene fuori dalle parole. E’ davvero l’unico modo per esprimere le nostre ragioni?

Un buono spunto di riflessione potrebbe essere l’articolo di Calabresi sul La Stampa di oggi: Perchè succede solo qui.

Se siete arrivati fin qui leggetevi anche due parole di Martin Luther King.

Prima o poi arriva l’ora in cui bisogna prendere una posizione che non è sicura, né conveniente, né popolare; a volte bisogna prendere una decisione semplicemente perché la coscienza dice che è giusta.

Prendere una posizione: smarcarsi dalle argomentazioni furbesche, dai se e dai ma,  dai distinguo degli azzeccagarbugli. Lasciare i miti del passato nei loro monumenti, altari, sacrari e confrontarsi su un futuro che non necessariamente deve essere cupo e triste.

Vi pare poco?

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2 commenti leave one →
  1. laura permalink
    18/10/2011 17:13

    Saro’ drastica, ma a me e’ piaciuta questa pubblicazione….
    https://www.facebook.com/notes/il-grande-marziano/se-la-protesta-%C3%A8-contro-se-stessi/10150326898275980
    Ciao.

    • 19/10/2011 10:51

      Ed io ho molto apprezzato questo post:
      http://www.ilpost.it/2011/10/18/siete-solo-imitatori/
      Mi piace l’intervento che hai linkato, si aggiunge ai pensieri sulla necessità (??) di contnuare a consumare per continuare a mantenere alta la redditività di imprese e sistemi. Se smettiamo di consumare smettiamo anche di produrre, ed allora il sistema in crisi… ma è un sistema sensato? ed è l’unico pensabile? e fino a quando sarà comunque sostenibile?

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