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Transumanza a Novalesa

11/10/2011

Era una promessa vagante nell’aria… portare Caterina ad assistere ad una transumanza. Promessa adempiuta domenica pomeriggio, su suggerimento e invito dell’amica Marzia del Pascolovagante, quando siamo andati a Novalesa per la festa organizzata da Comune e Pro Loco. Tante macchine parcheggiate sulla strada, tante persone assiepate lungo la Via Maestra a godersi il sole caldo. In alto il Rocciamelone e la Lamet sono incorniciate dalla tormenta soffiata il giorno prima. Attraversiamo il paese  girovagando tra le bancarelle di prodotti tipici legati alla pastorizia (per una volta si sfugge alle mille cianfrusaglie e cineserie che ormai invadono ogni festa e sagra…).  Ci collochiamo infine a monte del paese, seduti su un muretto con la schiena al sole. Arriveranno le greggi? Quante saranno? Ad un certo punto tutti si voltano. Ci giriamo anche noi e, sulla strada che corre nel bosco, vediamo un nastro lanoso che si svolge infinito. Sono le pecore… ma quante ce ne sono? Chi dice mille, chi tremila…

Transumanza

Poco dopo siamo riscossi dal suono dei campanacci: la prima mandria scende la strada. Poi, dopo poco, un corteo di muli, un gregge di capre. Infine, il piatto forte della giornata: le n-mila pecore! Il gregge si impadronisce della via e del paese. Per una serie di minuti si vive come sospesi. Ci si chiede se e quando mai finirà il flusso lanoso che separa i due lati della strada. Infine passa la coda del gregge, e tutti si voltano per vederlo defluire tra le case di Novalesa. E’ andato. La sensazione è di aver assistito ad un rito antico, quasi primordiale, e di essersi per un attimo avvicinati ad un sentire “terragno” che ormai non ci appartiene quasi più. La quantità di gente accorsa, l’atmosfera di festa, la curiosità attorno alle bancarelle sono un buon segno per recuperare e rinvigorire la testimonianza di quanto ha contraddistinto per secoli queste contrade. Forse è poco, troppo poco per tenere in piedi un vivere alternativo all’iperbole dei consumi, dello spreco e dello sfruttamento sconsiderato…. ma è pur sempre meglio di niente. E per i tanti bambini presenti – compresa Caterina – l’emozione di oggi potrebbe essere un punto interrogativo su cui basare scelte e comportamenti futuri.

Arrivederci greggi, buon viaggio e buon inverno, magari ci si incontrerà l’anno prossimo su per i monti.

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One Comment leave one →
  1. 13/10/2011 06:47

    più verso i 3000 che i 1000 😉
    e pensa che quest’anno il gregge sta scendendo a piedi lungo la val di susa! spero che la valle NO TAV non protesti contro questa bassa velocità…

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