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Friburgo, Berna, Neuchatel: Svizzera!

05/09/2011
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Ritorno sul web… ecco una piccola relazione-racconto delle nostre brevi vacanze in Svizzera. Qui trovate un po’ di foto.

Friburgo... essenziale

16 agosto

Per concludere in bellezza l’ultima settimana di ferie quest’anno decidiamo di passare qualche giorno in Svizzera, a visitare le cittadine che contornano i laghi di Neuchatel, Bienne e Morat.

Partiamo la mattina da Torino a bordo della fedele Picasso e in poco tempo siamo ad Aosta. Di qui lasciamo l’autostrada per inoltrarci nella Valle del Gran San Bernardo. Il cielo è sgombro di nuvole: decidiamo allora di non infilarci nel tunnel, ma di attraversare il confine passando dallo storico Colle. Deviazione di una manciata di chilometri e siamo al culmine della salita. Sosta con fotografia attorno alla statua di San Bernardo, ancora sul lato italiano. All’ospizio c’è una ressa infinita di turisti, quindi tiriamo diritti. In inverno, quando la strada è chiusa e fin qui si arriva solo a piedi o con gli sci, l’atmosfera è sicuramente più raccolta.

Lungo la discesa verso Orsieres ci fermiamo a consumare i nostri panini ed a cambiare qualche euro in franchi svizzeri presso un ufficio postale.

Altra sosta la facciamo a Martigny, al distributore AGIP alla rotonda dove si imbocca l’autostrada, per comperare la “Vignette”, un adesivo che ci consentirà di viaggiare per tutte le autostrade svizzere. Costa 40 franchi, ha validità annuale e noi lo useremo solo per quattro giorni… cercheremo di fare fruttare l’acquisto!

L’autostrada costeggia il lago di Ginevra, poco prima di Losanna piega a nord e ci porta a Friburgo, dove usciamo per cercare il nostro bed and breakfast, prenotato consultando il sito http://www.bnb.ch.

Pochi chilometri tra mucche al pascolo, paesini di campagna, boschi e prati e infine siamo ad Onnens, al cospetto di una casetta immersa nel verde. Il proprietario, un arzillo settantacinquenne di nome Beat (Beato), ci mostra stanza e giardino. Nel prato sul retro una mandria di mucche rumina serena. Siamo proprio in Svizzera!

Una capatina ad un vicino supermercato per un po’ di spesa, una doccia corroborante e poi dirigiamo a Friburgo per la cena. Dopo un inconcludente giro in centro, dove non troviamo parcheggi liberi in zona centrale, optiamo per un ristorantino sulla strada per Payerne. Una cenetta semplice e siamo pronti per un meritato riposo, nel fresco delle colline svizzere.

17 agosto 2011

Beat prepara una sontuosa colazione sotto all’ippocastano del giardino… quale migliore inizio per una giornata di visite? Cominceremo da Berna, la capitale.

Mezz’ora di autostrada e lasciamo l’auto nel centralissimo parcheggio del Rathaus, il municipio. Pochi metri e siamo nel centro storico di Berna, costituito da una lunghissima via pedonale (Kramgasse e Gerechtigkeitsgasse) con portici sui due lati. In giro ci sono molti turisti, ma l’atmosfera è decisamente rilassata. Si cammina, si fanno foto, si guardano gli sfarzosi negozi. Particolari sono le fontane, dominate da altissime colonne su cui svettano personaggi storici o mitologici, tra i quali un orco in procinto di divorare un bambino.

Molto interessante è il duomo, collocato in una tranquilla piazzetta a poca distanza dalla via principale. Il portale mostra un Giudizio Universale gremito di personaggi che, a seconda dei meriti e delle simpatie dei bernesi, si avviano verso il Paradiso o l’Inferno. Sulla via principale si affacciano la casa in cui abitò Einstein ai primi del ‘900, ora trasformata in museo, e la Torre dell’Orologio (Zytglogge) con carillon,considerato il simbolo di Berna. Poco oltre ci sono i palazzi governativi della Confederazione, ornati da una simpatica fontana. Splendida la vista sulla città dai giardini retrostanti il palazzo del Parlamento.

Ripercorriamo a ritroso la via principale fino al ponte sull’Aare per andare a vedere la Barengraben, cioè la fossa degli orsi, i simboli della città e del cantone. Dal ponte avvistiamo due orsi – ospitati in una spaziosa fossa – e diversi nuotatori che si concedono un bagno nelle acque dell’Aare, facendosi trascinare dalla poderosa corrente.

Su consiglio di Beat andiamo a sgranocchiare due panini nella zona dello zoo (Dahlholzli), in un sobborgo tranquillo in riva al fiume, punto di partenza per i nuotatori che di qui si tuffano per circumnavigare la città bassa.

Finito il pranzo partiamo alla volta di Neuchatel. Lasciamo l’auto al parcheggio all’inizio della cittadina, in riva al lago, e ci imbattiamo in un trenino turistico. Decidiamo al volo di sfruttare questa opportunità per risparmiarci la faticosa salita al castello. Comodamente seduti percorriamo la parte bassa della città, ricca di edifici molto eleganti, e risaliamo i vicoli della città vecchia fino allo spiazzo del castello. Di qui una breve sosta consente di godere della bella vista sul lago ed i tetti della città. Si scende per una via diversa che ci porta nei sobborghi occidentali della città, dove si trovano le ville dei commercianti e industriali più facoltosi di queste zone. Terminato il giro turistico ci fermiamo un po’ in riva al lago a osservare il va e vieni dei vaporetti e delle altre barche da diporto. Infine risaliamo in auto e torniamo a Onnens, al nostro B&B. Per cena siamo invitati ad una pizza in giardino preparata da Beat e dal suo amico Heinz. Passiamo una bella serata a lume di candela, chiacchierando in almeno quattro diverse lingue.

18 agosto 2011

Assolto il doloroso obbligo di una abbondantissima colazione in giardino, ci dirigiamo a Friburgo. Lasciata l’auto al parcheggio coperto vicino alla stazione, ci incamminiamo verso la città vecchia seguendo una via pedonale piena di negozi e locali. Il duomo di Friburgo svetta tra le case con il suo campanile torreggiante. All’interno belle vetrate e il quattrocentesco gruppo scultoreo rappresentante la Deposizione dalla Croce. Visitiamo anche la chiesa dei Cordiglieri, con un bel trittico del ‘400 e un chiostro in parte visitabile. Da dietro il duomo seguiamo una stradina in forte discesa che attraversa la città vecchia e porta al ponte sulla Sarine. Da qui sotto la vista sulla città alta è stupenda, con i campanili delle chiese che svettano sulle case antiche. Seguiamo il corso del fiume, lungo un percorso segnalato, fino alla tipica funicolare di fine ‘800 che permette di ritornare vicino al parcheggio. Caratteristica della funicolare: funziona riempiendo e svuotando i cassoni di contrappeso con l’acqua delle fognature… e si sente!

Una ulteriore nota geografica: la città di Friburgo si trova esattamente a cavallo della Rostigraben, la divisione linguistica tra le zone in cui si parla francese e quelle in cui si parla tedesco. Perciò, a seconda del quartiere, le parlate e le insegne dei negozi sono in una lingua piuttosto che nell’altra.

Da Friburgo dirigiamo a Murten (Morat), piccola cittadina medievale in riva al lago omonimo.

Auto sistemata al parcheggio principale e picnic nei giardini di fianco al castello, con vista sul lago. Scendiamo al porto e ci imbarchiamo su un piccolo battello che ci farà fare il giro turistico del lago: un’oretta rilassante con vista su vigne, frutteti, pascoli e piccoli paesi lacustri. Ritornati a terra visitiamo con calma le strade porticate. Particolare – ma meglio non soffrire di vertigini – il giro su una parte delle mura medievali.

Finita la visita, ritorniamo ad Onnens. Cena al “Refuge” e nanna. Domani si torna in Italia.

19 agosto 2011.

Ringraziamo Beat per la splendida ospitalità e carichiamo l’auto per il ritorno a casa. Prima di lasciare il cantone facciamo una piccola deviazione a Gruyeres, ameno paesino medievale in riva al lago omonimo. Passeggiata attraverso la piazza principale fino all’ingresso del castello, con vista panoramica sulle montagne circostanti. Infine riprendiamo l’auto e piano piano risaliamo fino al Colle del Gran San Bernardo, oggi in veste quasi autunnale. Dal colle scendiamo ad Aosta, e poi Torino. La parentesi elvetica è finita.

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2 commenti leave one →
  1. 06/09/2011 13:39

    Marco, hai detto bene!

  2. 05/09/2011 19:55

    Ah ecco, capisco il senso del post precedente, al ritorno dalla precisa e ordinata Svizzera tocca proprio riorganizzarsi un attimo per tornare alla realtà 🙂
    Bel viaggio, bravi!

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