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Argentera, Baus, Pelvo d’Elva, Chersogno

27/07/2011

Inanellare due vallate, tre giorni e quattro punte oltre i tremila metri non è cosa di tutti i giorni. Complici una giornata di festa/ferie ed  il meteo benigno tutto questo è stato possibile.

Chersogno dal Pelvo d'Elva

Sabato si parte per laValle Gesso. Dopo una breve sosta a Sant’Anna di Valdieri per mercatino e visita al Museo della Segale si parcheggia al Piano della Casa del Re, poco sopra le Terme di Valdieri.  Tempo soleggiato, anche se nel pomeriggio sono previsti rovesci. Si sale rapidamente al rifugio Remondino, collocato al centro di una vera orgia di pareti rocciose: la Madre di Dio, la Serra dell’Argentera, la Cima di Nasta, la Catena del CAI. Visto che è presto e la pioggia temuta ancora non si vede, che c’è di meglio che sgranchirsi le gambe salendo al Lago di Nasta, il più alto delle Marittime? Ecco fatto. Il lago è gelato – e lo sarà fino a settembre, assicurano i frequentatori locali;  oltre al lago si guadagna un’ampia sella  – il Colle della Culatta – da dove una cresta facile e panoramica porta in vetta al Baus. Viste a precipizio sul sottostante Lago del Chiotas, le circostanti cime di Brocan, di Nasta e del Vallone. Aumentano le nuvole, la pioggia si avvicina ma quando arriverà ormai si starà  già al rifugio.

Cena e notte nel padiglione vetrato ( “la Torre”) del rifugio – bello ma un po’ fresco.

Mattina: nebbie che girano, il Passo dei Detriti fa marameo. Si decide di salire fin lì, per vedere poi come si evolverà il meteo. Salita faticosa ma relativamente corta. Al Passo si capisce che le nebbie sono passeggere. Con somma calma ci si inoltra lungo la Balconera, la cengia che porta come per magia fin sotto la punta Sud. Percorso elementare, da affrontare però senza fretta, visto che lo strapiombo di sotto è considerevole. Canalino, corda fissa, due roccette e si arriva in cima alla Serra dell’Argentera!

Dal Piemonte salgono nuvole di bel tempo, verso Sud la vista è libera, si intravvedono le insenature della Costa Azzurra.

Discesa al rifugio, discesa all’auto, salita in Valle Maira ad Elva, un sogno di pascoli e boschi sospeso sul fondovalle. Cena e notte all’agriturismo “L”Artesin”.

Lunedì: in auto fino al Colle Bicocca, a cavallo tra Val Maira e Val Varaita. Di lato il Monviso, di fronte il Pelvo d’Elva, la prossima meta. Si sale per un sentiero che diventa un facile canale, fino in vetta. Vista a 360° davvero, con nuvole coreografiche che vanno e vengono. Il Chersogno sembra lontanissimo, ma con pazienza e intuito si scende verso il Lago Camoscere e si risale al Passo Chersogno e di qui in cima.

Vista stupenda, tutto attorno migliaia di montagne da battezzare ed esplorare. Si rientra a malincuore per il sentiero che taglia il piede del Pelvo e riporta a Colle Bicocca. Da qui Colle Sampeyre, Val Varaita e mestamente si arriva a Torino.

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4 commenti leave one →
  1. 06/08/2011 13:40

    Gran giro, volevo sempre fare la Sigismondi all’Argentera, ma non è ancora arrivata l’occasione. Ero stato in Val Gesso per fare il Lourousa, un canalone che non finisce mai 🙂

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  2. 27/07/2011 11:00

    sempre bei posti… tra le cime di cui parli, sono stata solo al chersogno, ma comunque quei posti lì li ho girati tutti 🙂

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    • 27/07/2011 15:22

      Io invece non c’ero mai stato… il ritorno dalla Valle Gesso è stata l’occasione per fermarsi ad Elva e il giorno dopo farsi un giro da quelle parti. Che meraviglia, che spazi aperti!

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