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L’angelo di Avrigue – Francesco Biamonti

20/06/2011

Delitto o suicidio? Un giovane è trovato ai piedi di una rupe. Gregorio, marinaio in attesa di imbarco, si destreggia tra le vestigia di un mondo antico di uliveti, fame e fatiche,

Ulivi e terrazze

e un mondo nascente di villaggi turistici e paradisi artificiali. Nel suo vagare incrocerà donne incomprensibili ed incomprese, vecchi il cui sguardo sfumato vede ancora lontano, storie di passaggi di frontiera aperti sul vuoto.

Una Liguria diversa da quella solita. Qui il vento, il sole, la notte, il mare scolpiscono il paesaggio e incidono a fondo nel cuore degli uomini. La lettura di Biamonti difficilmente segue una linea retta per lungo tempo. Va avanti un po’, poi si spezza, continua a lampi e sprazzi, come le folate del vento ed il dardeggiare dei raggi solari sui monti che precipitano verso la costa del Ponente Ligure. Aspetti diversi di un paesaggio che ai miei occhi era decisamente familiare anni fa, quando frequentavo Ventimiglia e dintorni.  Sarebbe interessante tornarci adesso, con occhi nuovi.

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