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Trail del Monte Soglio

01/06/2011

29 maggio 2011, ore 5.45, Forno Canavese

Adesso è proprio ora di darsi da fare. Il pettorale l’ho preso ieri e tra pochi minuti partirà la terza edizione del Monte Soglio Trail. E’ dall’anno scorso che ho scoperto il mondo del trail running. Semplificando molto, un trail è l’incrocio tra una lunga maratona, una corsa campestre ed un trekking. Si va di corsa per sentieri, coprendo distanze considerevoli e dislivelli cospicui, armati di scarpette, zainetto e immaginandosi leggeri e veloci come il pensiero.

Un anno fa mi ero misurato con il Gir Curt, quest’anno – preso da insana pazzia – proverò il Gir Lung, ovvero 60 chilometri e 3400 metri di dislivello. Insana pazzia comune a molti, visto che qui a Forno i partenti sono quasi trecento. Questa pazzia genera ricadute a raffica, perché stamattina riconosco parecchi volti già incrociati alla Maratona Alpina di Valdellatorre ed all’Erbaluce Night Trail.

Ultima stretta ai lacci delle scarpe, ultimo saluto agli amici Renato, Giovanna e Alessio, ultimo controllo del materiale nello zainetto. Un litro di acqua, un k-way, qualcosa da sgranocchiare.

Ore 06.00: si parte! Non ho velleità di podio e mi metto in coda. La tattica sarà di risparmiare le forze e non farmi attirare dai primi 20 chilometri di sentiero facile e ben corribile, perché l’è longa!!

Poco alla volta si sgranano le tappe del percorso. Cimapiasole, Mulino Val, Cappella del Bandito. La discesa verso i Milani è un tripudio di faggi odorosi di funghi. La giornata è serena e fresca, le gambe vanno veloci.

Ore 07:45. Cancello 1, Santuario dei Milani, km 11

Sono già qui? Scambio due parole con un trailer assieme al quale avevo provato il Gir Curt, ad aprile: siamo troppo veloci! Sarà il caso di rallentare, oppure di approfittare delle gambe agili e del fresco del mattino per macinare chilometri? Assillati da questi dubbi non ci risparmiamo su per la salita del Canauta… tanto dopo sarà tutta discesa fino al secondo cancello, a Pratialdo.

Ore 08.30.

Sulla mulattiera in piano prendo una storta. Non è la prima e non sarà – spero – l’ultima, ma questa mi scoccia non poco. Cavolo, dopo 15 chilometri la mia corsa finisce qui? Riparto con delicatezza, la caviglia protesta un po’ e poi tace.

Ore 09.00  Cancello 2 a Pratialdo, km 21.

Nonostante la storta sto andando davvero come un treno. Da qui il Gir Curt risale con l’ultima micidiale salita verso la Carella per poi scendere trionfalmente a Forno. In pratica la corsa sarebbe finita. Ma ora, invece, siamo sì e no al terzo di gara più facile. Il gruppo si deve ancora sgranare, si supera e si viene superati con estrema facilità e frequenza. Probabilmente in tanti, come me, devono ancora ritagliarsi il giusto ritmo di corsa, se è mai possibile farlo su  un terreno così discontinuo.

Su, giù, su, giù. Prascorsano, Belmonte, Buasca: il punto più basso come dislivello dal mare. D’ora in poi non faremo altro che salire verso il Soglio.

Ore 10:40 Cancello 3 a San Colombano, km 32

Siamo oltre metà distanza, ora dovrebbe essere tutta discesa… ed invece no, da qui in poi si fa veramente dura. Il ristoro è fornito di ogni ben di Dio, ottimo viatico per le prossime fatiche . Iniziano a formarsi gruppetti di trailer. Io mi aggrego ad un medico argentino ed un runner milanese e ci avviamo per i boschi di San Colombano.

In zona Ronchi, all’inizio della durissima salita del Monsuffietto, ci supera in soavità una leggiadra fanciulla sbucata dal nulla. Poco dopo ognuno si troverà da solo a patire il caldo, il sentiero aspro, l’odore di cenere che esce dai tronchi bruciati. Le gambe iniziano a pesare, il fiato c’è ancora ma i muscoli diventano lenti. Stringendo i denti raggiungo un gruppo che all’Alpe Monsuffietto si è gettato nell’abbeveratoio delle mucche. Salita, salita, salita. Rocche di San Martino, sentiero della Barmassa. La chiesa di Mares è un porto accogliente!

Ore 13:20, cancello 4 a San Bernardo di Mares, km 43

Occorre infilarsi il k-way mentre si è fermi al ristoro. Solo più trecento metri di dislivello per il Soglio, ma capisco che li patirò tutti. Il fiato c’è, le gambe un po’ meno. Mi guardo attorno. Altri arrivano, qualcuno riparte, in diversi stanno sdraiati a ridosso della chiesetta. Sono in buona compagnia, se non altro. La punta del Soglio è nella nebbia, forse è meglio così.

Ore 14:00 Alpe del Calus

Da qui con gli sci si prende lo spallone e in un attimo si è sotto, ai prati dell’Alpe Bellono. Una bella scivolata lungo la strada innevata riporterà alla Carrella.

Sto vaneggiando. Il Soglio non è lontano.

Ore 14:23 Monte Soglio 1907 m, km 46

Fin qui è andata, ora non c’è che da scendere. Coca cola, sali minerali, tè caldo, biscotti e cioccolato offerti dal CAI di Forno. C’è nebbia e occorre fare attenzione a non sbagliare traccia, ci manca solo che scenda giù fino a Corio.

Primi metri di discesa e caviglie e ginocchia gemono… sarà ancora lunga!!

Ore 15:41 Cancello 5 ai Dilani, km 54

Eterna. La parola giusta per descrivere la discesa dal Soglio a qui. Sentiero da capre ormai in disuso, scorciatoie ripide, infine la strada sterrata a graziare le ginocchia. Storta o non storta, qui è venuta fuori la mancanza di specifico allenamento sulle discese sconnesse – che non sono mai state il mio forte. Poco sopra i Milani mi supera la mitica Gianfranca Agostini… pensavo che fosse mille miglia avanti, mi consolo così e con la constatazione che tra sei chilometri sarà finita. Lo ammetto, è stato il tratto meno entusiasmante di tutti.

Ore 16:36, fine corsa a Forno, km 60

Andata!! Sembrava che non dovesse più arrivare, il traguardo. Strade, sentieri, mille svolte e bivi facevano sembrare l’arrivo un vero miraggio. Infine ho riconosciuto l’arco tra le case, il prato, il traliccio, la provinciale per Pratiglione. Ultime centinaia di metri sull’asfalto, il cimitero e poi è tutta discesa fin sotto il traguardo. Il grande Rob all’altoparlante descrive il mio arrivo “in scioltezza”… grazie ma di sciolto forse ho solo due caviglie!!!

Una birra con Renato che è qui da ore che aspetta, poi via lo zaino e l’erbetta delprato è tutta mia!

Gir Lung, sei andato! Duro come doveva essere, con le giuste emozioni e sensazioni. Certo che ora muscoli ed articolazioni si lamentano, ma la prova la volevo tentare ed è perfettamente riuscita!

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4 commenti leave one →
  1. Anonimo permalink
    10/06/2011 11:26

    Bravissimo! rinnovo i complimenti.
    Bel racconto, belle emozioni e sensazioni.
    sono felice di averti fatto sudare e faticare!! eh eh !!
    al prossimo anno
    ciauu
    rob

  2. 03/06/2011 19:59

    Sì, davvero un bel racconto. Bella anche l’immagine dei tipi che si buttano nell’abbeveratoio delle mucche 🙂
    Complimenti per questo traguardo, ci sarà voluta tanta tanta preparazione e volontà. Chapeau

  3. 01/06/2011 21:48

    Bel racconto, ci hai trasmesso tutte le emozioni, la sofferenza e le gioie provate, deve essere stata proprio un gran giornata, e i posti descritti fan venire l’ acquolina in bocca, tra trailer ci si capisce. Complimenti hai fatto un trail mica da ridere, ciao ciao.

    • 02/06/2011 09:25

      Grazie! ho voluto descrivere i ritmi e le emozioni così come venivano, in un racconto on the road. Mi fa piacere che vi sia piaciuto! Buone prossime corse
      Gp

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