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42.195 metri (per tacer del dislivello)

12/04/2011

L’idea della maratona mi ha entusiasmato fin da ragazzino, a partire dalla foto di Dorando Petri, che alle Olimpiadi di Londra, arriva barcollando di fronte al traguardo. Più che l’aspetto drammatico/sportivo mi ha sempre colpito l’idea di volare leggeri contando sulle proprie forze, senza giovarsi di alcun aiuto meccanico. Ci sei tu e basta, e davanti a te una lunga teoria di metri.  Crescendo mi dicevo “A 30 anni la mia maratona”. Sono arrivati i 30, poi i 35,  poi i 40. Davanti al naso sono passate tabelle di allenamento, consigli, chiacchiere, consigli, incitamenti, vie di fuga.

Fidippide

In pratica una lunga teorie di slanci in avanti e precipitose ritirate. Mancavano tempo, costanza, continuità. Abbondava la noia della prospettiva di correre per ore sull’asfalto. Ma chi me lo faceva fare?

Finché non ho scoperto il mondo e lo spirito del trail running, ovvero lo scorrazzare in libertà sui sentieri, in mezzo alla natura.  Spingere sulle gambe in salita e lasciare volare i piedi in discesa e sui piani. Se ne fa di strada, senza voler esagerare.

Il battesimo del fuoco sulle montagne di casa, al Gir Curt del Soglio, l’anno scorso. Poi la  pazzia della staffetta al morenic trail in ottobre, e qualche corsa “campestre”  nel biellese.

Ma eravamo sempre sotto la soglia dei 42.195 metri.

Quest’anno la carica l’hanno suonata gli amici del Trail del Monte Soglio. Domenica 3 aprile c’è stata la prova del gir curt, e queste sono le conseguenze. Superata a pieni voti, e allora perché non togliersi lo sfizio della DISTANZA, quella mitica?

Così, la domenica successiva, 10 aprile, alle 8.00 di mattina sono a Val della Torre. Non ci sono più scuse, si va e basta. I 42.195 metri sono lì davanti, il traguardo intermedio al Colle del Lys è solo il termine per testare se davvero “ne abbiamo” ancora per i restanti 20 chilometri (e mille metri di dislivello positivo).

Com’è finita? Benone, in piedi corricchiando al traguardo, dopo le micidiali salite al Baron e all’Arpone e la tremenda discesa dal Musiné. Incredibili gli scorci di prima mattina sulla pianura vista dai sentieri forestali, e il tripudio di vette arrivati al Colle Lunella. Sontuoso il terzo tempo gastronomico al palazzetto dello sport.

Sopattutto, più di tutto, la soddisfazione di arrivare al traguardo dicendo che ce l’abbiamo fatta. Quarantaduemilacentonovantacinque metri  piani (e duemilaseicento di dislivello). Adesso un po’ di riposo. Poi verrà Pasqua (si va a  Ferrara a fare i turisti!) e poi, a fine maggio, il gir lung del Soglio!

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3 commenti leave one →
  1. 13/04/2011 14:42

    Wow! Tu sì che vai!
    Congratulazioni

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  2. 12/04/2011 11:17

    La costanza e la pazienza ti hanno premiato.
    chissa’ che emozione i tuoi primi 42 km tanto desiderati…

    Serpillo

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    • 12/04/2011 11:21

      Aggiungi l’incredulità di vedere scritto per terra “ultimi 100 metri”.. e poter dire che non è stato poi così terribile!

      Mi piace

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