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Il mio amico Paolo

07/04/2011

Tra stanotte e stamani uno scambio di sms ed email comunica che Paolo Roscio se ne è andato. L’ultimo saluto sarà oggi, a San Giorgio Canavese.  Mi congederò da lui  guardando fuori i ciliegi che stanno sfiorendo e la neve che lascia spazio ai crocus sulle creste dell’Angiolino. Appena oltre ci sono i monti di Noasca e le pareti di Balma Fiorant, dove siamo andati oltre la affinità maturata sui banchi di scuola. Mi piace ricordarlo riproponendo un racconto di qualche anno fa.

Buon viaggio, Paolo.

La prima volta che sono stato in montagna sul serio, ci sono andato con lui. A maggio su per il vallone della Noaschetta. A vedere gli stambecchi, parlare con la gente delle frazioni dimenticate della Valle Orco. Aiutare una vecchia a portare un fascio di perline per restaurare la casa.

Sul banco di scuola  era balenata l’idea di passare una settimana a casa sua, in Noasca, case Verdetta, all’inizio dell’estate. Per leggere, mangiare ed andare in montagna. E correre dietro alle corriere della SATTI, noi sempre in ritardo e gli autisti (quasi) sempre ad aspettarci. “Voi della Verdetta, ore 16.30 a Ceresole, ricordatevi!!”

E dormire al bivacco, con sua cugina e l’amica di Milano. Sole, pioggia  e le vesciche  sbocciate negli scarponi che i padri premurosi ci avevano tramandato.

Provare a pescare le trote nelle pozze sotto casa.

E mangiare chili di cioccolato mentre l’Italia Mundial di Bearzot pareggiava con il Perù.

Affinare le intelligenze negli scacchi, chiacchierare nelle notti sotto le stelle, in quota ed a valle. Annaffiare nella notte il cespuglio di dubbi che cresceva dopo tanto parlare e discutere.

E perderci nella galleria, l’ultima sera, perché eravamo storditi dalle chiacchiere e dalle bevute. E capire la taumaturgia liberatoria del caffè al limone.

A me bastavano i sentieri, le piante e gli animali, mentre lui già osservava assorto le pareti e le fessure del Monte Castello, e ripassava le fotocopie delle guide di GP Motti.

Poi il mio amico Paolo iniziò a fare tante cose. Non più solo ascoltare musica, ma andare ai concerti veri. E suonare nei locali, quelli in cui ci voleva la tessera per entrare, e non bastava più la faccia da ragazzini beneducati. Iniziò ad arrampicare sul mito, tra Caporal e Sergent, con i nut ed i friend. Viaggiare con l’Interrail.

Ai primi di settembre non ritornò più nelle classi coperte ed allineate dello Scientifico. Gli crebbero i capelli, e la barba.

Veniva a scuola quando gli pareva, senza calendario. Fuori lo aspettava una bionda, olandese o belga. Ed in montagna non ci andammo più, assieme. E neppure ci fermammo a parlare, o giocare a scacchi.

L’antica invidia dei tanti per la sua intelligenza caustica diventò un sorriso di scherno e rivincita, a sentire delle sue faccende sempre più intricate.

Ci dissero di commerci strani, e di problemi con la polizia ed il servizio militare. Ancora comparve all’esame di maturità. Ma troppe lettere ci separavano, e non lo vidi, quel giorno.

Anni dopo, una fugace apparizione, in un locale fumoso. Due occhi lontani, una voce anonima.

E poi l’oblio.

Sono passati cinque lustri da quelle vacanze in Verdetta. A volte penso che mi piacerebbe incrociare il mio amico Paolo. Per ringraziarlo dei giorni selvaggi tra i monti. Che per me sono stati preludio e premessa a tanti momenti grandi,  tra gioie, delusioni e dolori.  A volte, invece, penso che potrebbe ridere di tutto ciò che eravamo e facevamo. Se così fosse, ci resterei male. Ed allora, tutto sommato, penso che sia meglio perdurare nel distacco e nella lontananza. Ma un po’ me ne dispiace.

Caselle Torinese, 31 dicembre 2007

Sui monti dell’Orsiera nuvole rosse promettono altra neve.

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10 commenti leave one →
  1. Anonimo permalink
    27/10/2011 15:07

    Ciao Gianpaolo, sono Luisa, la sorella di Paolo.
    Mi ero ripromessa di scriverti presto per ringraziarti delle parole che hai dedicato a mio fratello, ma gli eventi (che non sto qui a raccontarti) hanno fagocitato tempo ed energie.
    Se passi da Noasca fermati alla Verdetta, ti offrirò volentieri un caffè o un bicchiere di vino, a te la scelta (non mi sbilancio ad offrirti cene o pranzi perché in cucina sono una frana, ma nella dispensa pane e formaggio ci sono sempre!).

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    • 27/10/2011 20:57

      Ciao Luisa che piacere leggerti qui. Ogni tanto nella Rete rimangono impigliati dei ricordi e delle sorprese, e tu sei una di queste. Accetto volentieri l’invito, appena passo da quelle parti mi fermerò con piacere.
      Ciao e – spero – a presto!

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  2. 08/05/2011 10:27

    Gianpoalo,
    ieri parlando con Marco del tuo articolo su “Castellamonte Oggi” dedicato a Don Solero (comvorrei ritrovare quel libro che mi ha fatto tanto sognare!) mi ha detto di questo blog e del tuo post du Paolo. Grazie per avermi fatto ritornare alla mente in modo così lucido e preciso quei giorni senza preoccupazioni, con il solo pensiero alla montagna che ci aspettava, ai suoi abitanti a 2 e quattro zampe, alla fatica ed alla soddisfazione di essere li, tutti insieme. Mi sono ripromesso nei prossimi giorni di cercare qualche foto e mandartela. Penso ti farà piacere rivedere in immagini quello che hai descritto così bene con le parole. A presto.

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    • 08/05/2011 10:59

      Ciao Luca, che piacere leggerti qua sopra! Da come scrivi capisco che anche per te le avventure a zonzo per i monti del canavese hanno lasciato un segno. Peccato che tutti ce ne siamo ricordati solo in occasioen di un evento così particolare… vabbè, il tempo passa e macina, e noi ne raccogliamo la polvere! Aspetto le foto con estrema curosità e trepidazione. Grazie (anche perchè saranno su dia o negativo… allora non è come oggi, con il digitale che aiuta)!
      A propos, complimenti per sito e attività!
      A propos 2: riuscissimo a vederci una volta, incastrando anche il perello, il merlo, damiani e chi altri ci viene in mente?
      Ciao e ancora grazie!
      Gianpi

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      • 08/06/2011 18:14

        Gianpaolo scusa se rispondo solo ora ma pensavo che se mi avessi risposto sarei stato avvisato. Comunque se li senti e vuoi organizzare un’uscita io sono disponibile (possibilmente non di sabato).
        Attendo la convocazione. Per le foto abbi pazienza c’è sempre quacosa di più urgente da fare ma prima o poi te le mando.

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      • 14/06/2011 20:15

        Ok Luca, appena trovo un attimo libero e meno ingarbugliato.. ovviamente c’è sempre qualcosa di più urgente da fare!

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  3. 07/04/2011 16:18

    Grazie per essere passati a posare il vostro sassolino. Mi piace l’idea dei sassi che i viandanti lasciano in certi luoghi. Pietra dopo pietra, si fanno – e si disfano – le montagne.

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  4. 07/04/2011 14:29

    Mi hai commosso con il tuo racconto; buon viaggio Paolo in una giornata di sole…

    Serpillo

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  5. Daniele Cat Berro permalink
    07/04/2011 11:04

    Non conoscevo Paolo, ma ricordo che mi parlasti di quei soggiorni alla Verdetta. E che emozione il racconto che riproponi ora…

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  6. 07/04/2011 09:12

    buon viaggio a chi se ne va con il vento che sparge i petali dei ciliegi in fiore…

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