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Nives Meroi

30/03/2011

Alpinismo al femminile? Himalaya in salsa rosa? La testa dura delle donne? Nell’imbarazzo della scelta non aggiungo sottotitoli. Nives Meroi è una delle più forti alpiniste al mondo, tanto da essere stata in corsa per il titolo di “prima donna” a salire i 14 ottomila della Terra e, come ha detto lei stessa a Cumiana venerdì sera, per fortuna la gara è finita. Perché ci diventa difficile immaginarla alle prese con le pressioni mediatiche, le aspettative degli sponsor, i collegamenti minuto per minuto via satellite.

Nives e Leila (da terrealte. blogspot.com)

Nives, suo marito Romano e l’amico Luca hanno portato avanti per anni un alpinismo di altissimo livello gestito con sobrietà di mezzi e intransigente lucidità di intenti. La stessa spietata lucidità che li ha “costretti” a salire due volte il Dhaulagiri, perché al primo tentativo si erano fermati all’anticima, di dieci metri più bassa della “vera” vetta.  La stessa serena lucidità con cui Nives ha chiacchierato dopo la multivisione. Parole semplici e dirette, prive di retorica e della fastidiosa e quasi scontata sicumera tranchant di tanti mostri sacri dell’alpinismo e dell’arrampicata odierni.  Non ostentata sicurezza, ma domande e inviti a cercare le risposte nei propri comportamenti. Economia del pensiero ed essenzialità delle azioni, i sottofondi di un andare per monti ad altissimi livelli, tenendosi alla larga dal circo mediatico più sguaiato.

Bella la multivisione “NIENTE ALTRO CHE DEL BIANCO A CUI BADARE” (sono dei versi di Rimbaud), interessante la nota a margine di Leila, sorella di Nives, che ci ha raccontato delle sue esperienze di ricercatrice d’alta quota. Particolare il rapporto tra Nives ed Erri De Luca, compagno di un lungo trekking, in cui lo scrittore Erri non prende appunti, salvo poi riprodurre con precisione chirugica i dialoghi di intere giornate di cammino. In finale di serata  le due sorelle dal palco lanciano un invito a diventare donatori di midollo osseo. Un semplice gesto di amore per l’umanità e fiducia nel futuro. Anche questa è una sfida importante – forse la più importante – ci dice infine Nives augurandoci una buona serata.

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5 commenti leave one →
  1. 19/04/2011 00:51

    ci sei andato, accidenti! :):)
    mi aveva avvertita Marzia del pascolo vagante, ma era davvero troppo lontano.

    (cmq la si giri, la piu’ grande e’ lei)

    PS: pero’ il libro di erri de Luca non mi e’ piaciuto proprio per nulla

    • 19/04/2011 10:47

      Davvero, è stata infine la più grande perché non ha avuto paura di essere umana, quando è servito esserlo. Anche a me il libro di De Luca ha lasciato diverse ombre: è insuperabile quando aggancia la fantasia a temi “grandi”… sulla cronaca di un trekking è stato bravo a non diventare descrittivo, ma a voler essere troppo graffianti ci si spezza le unghie.

  2. 01/04/2011 10:28

    @montagnesottosopra: grazie per avere citato la scelta di Nivers di seguire la vicenda di Romanoi, piuttosto che gli ultimi ottomila. La serenità con cui ne ha parlato venerdì scorso la dice lunga su quale sia stata la ricompensa finale.

    @serpillo: non aggiungo altro al tuo commento… le parole virgolettate racchiudono il senso della serata di venerdì.

    Saluti carissimi
    Gp

  3. 31/03/2011 09:18

    Mi piace il modo di pensare di Nives Meroi riguardo se stessa e le proprie doti (e io penso parole utili a tutte le donne):

    “….e forse io, come donna, quando voglio adeguarmi al modello maschile, continuo a ripetere l’errore di cercare in me delle qualità che non ho, trascurando di coltivare quelle che possiedo, che non sono né superiori né inferiori a quelle di un uomo, ma semplicemente diverse.”

    Hai ragione GP, diventare donatori di midollo osseo “e’ un semplice gesto d’ amore per l’umanità e fiducia nel futuro”.
    Fiducia che chi frequenta la montagna ed e’stato legato in cordata comprende molto bene.

    Serpillo

  4. 30/03/2011 22:05

    Nives Meroi ha tantissimi meriti ma il più grande è stato senza dubbio la scelta d’amore per Romano per la quale non ha avuto difficoltà . Per questo io penso sia la vincitrice se mai si dovesse parlare di gara . Comunque sua è la vittoria

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