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Bellezza e bruttezza – fare outing

03/03/2011

– Gli uomini hanno perduto il senso della bellezza, – diceva Claudia.

– La bellezza va inventata quotidianamente, – dicevo io.

– La bellezza è sempre bellezza, è eterna.

– La bellezza nasce sempre da un urto.

– Sì, i greci!

– E be’, i greci?

– E’ civiltà, la bellezza!

– Quindi…

– E allora…

Italo Calvino, La nuvola di smog

Bruttezza e bellezza sono quindi categorie di pensiero e civiltà,  più che valori assoluti? Tranquilli che non vado oltre nell’esame. L’argomento Bruttezza ha tuttavia un suo fascino perverso, e il concorso bandito da Carolina Cutolo mi ha davvero intrigato: inviare parte di un proprio racconto sepolto e nascosto per una corsa al contrario. In pratica, si concorreva per essere brutti senza annoiare, divertire senza cadere nel ridicolo. Un bel modo per fare outing, ovvero tirare fuori dal cassetto qualcosa a cui siamo affezionati, ma che gli altri  (o noi influenzati da altri) ritengono sia riprovevole,  inadeguate, bislacco, inadatto, fastidioso… La scorsa settimana c’è stata la votazione finale e chi scrive si è piazzato quinto, con questa opera. Concedetevi il piacere di leggere i migliori dieci, a partire dal vincitore. Poi cambierete idea su ciò che ritenete sia davvero brutto (e sull’effetto che fa!)

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3 commenti leave one →
  1. 06/03/2011 19:06

    Diamine, direi quasi un’atmosfera (nettuniana) alla Borghes!
    Io voto per l’assoluta bellezza relativa, in quanto sostengo che è bello ciò che piace , ma eternamente, a me 🙂
    Bel raccontino, chissà allora quelli belli..!

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    • 07/03/2011 13:44

      Ma sei sicuro che ciò che ti piace adesso ti piacerà anche in futuro? (e’ sul tuo “eternamente” che mi accanisco…).

      Eh, qualche racconto buono c’è e spero che prossimamente salti presto fuori anche in forma cartacea!

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      • 08/03/2011 20:43

        eh eh eh, bravo, m’hai colto in contraddizione.
        Ci vuol una precisazione. Penso, ho sempre pensato, di aver una eterna idea di bellezza su pochissime cose astratte. Libertà, fantasia, curiosità, dubbi…
        Come dice Guccini, il dubbio assiduo l’unica ragione.

        Viceversa sul concreto si va su una eterna (diamine, di nuovo eterna però!) indeterminazione. Anche se, devo di nuovo dire, continuo ad esser ancorato agli stessi luoghi, le stesse situazioni e meccanismi. Insomma, non sono un eclettico, ma spazio con convinzione.
        Non so se sono riuscito a spiegarmi, è un discorso un po’ sottile, ma interessante.

        Aspettiamo allora prossime pubblicazioni, son certo che saranno molto interessanti!

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