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Ausmerzen: la memoria e la speranza

27/01/2011

Nuovo spettacolo di Marco Paolini dall’ospedale psichiatrico di Milano. AUSMERZEN è un termine tedesco che deriva dal mondo della pastorizia ed è collegato ai preparativi che, in marzo, anticipano la transumanza. Il gregge viene accuratamente esaminato e gli esemplari più deboli, i disadatti, gli eccentrici sono eliminati per non rallentare la marcia verso gli alpeggi. Pratica che applicata al mondo animale viene chiamata selezione. Applicata al genere umano si chiama eugenetica. Lo spettacolo si è incentrato sulla soppressione dei “meno adatti” da parte della Germania nazista, tra il 1939 ed il 1945. Ma non dimentichiamo, e lo stesso Paolini ce lo ricorda all’inizio dello spettacolo, che le dottrine  e le pratiche eugeniste sono nate nella Belle Epoque e sono state adottate in molti “insospettabili” Paesi. L’argomento è ben più attuale della MEMORIA di vicende che molti considerano ormai concluse e archiviate, e di cui molto si parla in questi giorni.

MEMORIA che mi piace associare a SPERANZA. Ma sperare in che? Nel futuro? nella Provvidenza? Nel destino? Eh, no, troppo facile appoggiarsi a qualcosa che verrà, per opera di qualcuno, chissà quando. La SPERANZA – la mia idea, almeno – sta nel qui ed ora, nel vivere in pieno il presente perché è l’unico momento di cui abbiamo controllo e consapevolezza. Il concetto è ostico e spietato, ma la citazione di Thich Nhat Hanh aiuterà.

La speranza è importante, perché può rendere il momento presente meno difficile da sopportare. Se crediamo che il domani sarà migliore, oggi possiamo tollerare la sofferenza.  Ma questo è il massimo che la speranza può fare per noi: alleviare una sofferenza. Quando penso profondamente alla natura della speranza, vedo qualcosa di tragico: dato che ci aggrappiamo alle aspettative per il futuro, non focalizziamo le energie e le capacità sul momento presente, e ricorriamo ad essa per credere che un domani le cose andranno meglio, che arriveremo alla Pace o al Regno di Dio. Così la speranza diventa una sorta di ostacolo. Quindi, se riuscite a evitare di sperare, potrete essere totalmente nel momento presente e scoprire la gioia che è già qui. Illuminazione, pace e gioia non saranno garantiti da qualcun altro: il pozzo è dentro di noi, e se nel momento presente scaviamo in profondità, l’acqua sgorgherà. Dobbiamo tornare ad esso per essere davvero vivi.

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3 commenti leave one →
  1. 28/01/2011 19:40

    Non seguo la tv, ma trovo assai interessante quanto scrivi. Cionondimeno ritengo l’eugenetica una scienza positiva come le altre, demonizzata per motivi meramente idelogici e politici.
    Pare che l’Uomo non sappia sempre fare un buon uso della scienza. In generale.
    Non credo nel Regno di Dio, nutro forse una vaga speranza in una umanità meno mostruosa e più consapevole.

  2. 27/01/2011 10:28

    grazie per questo post, per le riflessioni che genera e… per il richiamo alla pastorizia, che ignoravo!

    • 27/01/2011 16:38

      Guarda, quando Paolini ha parlato di pastori ho fatto un salto sul divano (e non è facile!!)

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