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Epopee del Piantonetto

09/12/2010

Il termometro segna almeno quattro sotto zero, ma dentro alla sala multiuso dell’ex Valle Susa l’atmosfera era ben calda. Un po’ per la folla che ha occupato tutti i posti a sedere – gli ultimi arrivati sono ormai appoggiati ai muri – e soprattutto perché il mefistofelico Vincenzo aizza gli oratori gli uni contro gli altri, ridestando gli animi più ritrosi e contendo i più intraprendenti.

Quale l’oggetto del dibattito? Il tema della serata è l’epopea delle salite in Piantonetto a partire dagli anni ’50; in altri termini, la contrapposizione tra gli scalatori torinesi ed i canavesani, i “local” di oggi.

Locandina

A sfogliare le statistiche alpinistiche nomi come Malvassora, Mellano, Manera, Biletta, Tonella, Valerio, Bertotti, Santunione, Giorda (mi perdonino coloro che ho dimenticato) si inseguono sulle pendici dei Becchi di Valsoera e della Tribolazione. Gli stessi personaggi che stanno adesso seduti assieme, a fronteggiare una platea curiosa e attenta. Vincenzo li studia, li stuzzica con domande impertinenti, si fa raccontare da Malvassora l’apertura della sua storica via al Becco, tira in mezzo Mellano per farsi dire come aprì con Perego e Cavalieri la via dello spigolo sul Valsoera e poi gli contrappone la via ben più dura dei canavesani Valerio, Biletta e Tonella. Incita e poi stoppa l’inebriante eloquenza di Manera, che cala l’asso delle tredici vie nuove in Piantonetto. Torinesi contro canavesani, e tutti uniti contro l’Alpe? La frecciatina, la battuta, il doppio senso si inanellano anno dopo anno, tiro dopo tiro, ospite dopo ospite.

Si arriva così alle salite degli anni ’80 e ’90, per terminare alle ultime “liberazioni”. Stimolante la contrapposizione tra filosofie, pensieri, modi di salire i monti. Nel riepilogo storico vengono sfiorati i temi del Nuovo Mattino e delle nuove (?) tendenze “trad”, anche se Vincenzo-Mefistofele si era smarcato subito da coinvolgimenti diversi dalla semplice chiacchierata tra amici. La serata è così trascorsa senza incidenti diplomatici di rilievo. Meglio così, visto che era dedicata a Roby Perucca, un amico che dieci anni fa se ne è andato alla chetichella.

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