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Nuova guida scialpinistica del Canavese

16/11/2010
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Guida scialpinstica del Canavese - III edizione

Questo è un libro che si deve rovinare…  la sua prossima missione sarà infilarsi nella tasca dello zaino, saltarne fuori al momento opportuno per fornire chiarimenti e dettagli sul percorso, o anche solo per confrontare i panorami con le fotografie e gli itinerari. E’ il destino delle guide ben fatte, quelle di prendere acqua e neve e sole e consumarsi un po’ alla volta, con il fluire delle gite e delle avventure. Certo, prima c’è la fase di programmazione, e allora vai con le consultazioni serali, le ricerche su internet, le telefonate ed i consigli. E quindi, a  maggior ragione, una guida aggiornata risulta veramente preziosa.

Il bello di questa nuova guida, però, è che segue una precedente pubblicazione di 20 anni prima, a sua volta preceduta da un’altra pimpante ragazzina di 20 anni. Insomma, tre edizioni nel giro di 40 anni. Una splendida quarantenne, giusto? Con questo si è esaurito il serbatoio di gite del Canavese? assolutamente no, anche perché ogni stagione porta con se nuove idee e nuovi percorsi, quasi a soppiantare e sostituire gli itinerari che l’incombente boschina rende impraticabili ed incerti. Il confronto delle tre edizioni sarà pertanto un ottimo spunto per chi vorrà scrivere ed approfondire non tanto una storia dello scialpinismo canavesano, quanto evidenziare  le gite “cult”  del tempo passato e di adesso, per comprendere come la scelta, la tecnica, le capacità sciatorie siano migliorate e cambiate. Una continuità sorprendente, che mette al sicuro dal tentare itinerari improbabili che, il più delle volte, fanno concludere che si è fatta una gita “di ricerca”. Magra consolazione, a volte, anche se poi ci si è divertiti lo stesso. Allo stesso tempo, non si pensi che con questo libro sia stata chiusa la porta alla fantasia.  La necessità di tre edizioni risiede proprio nel fatto che – anche nel minuscolo Canavese – nel giro di quaranta anni non si sia mai ritenuta esaurita la possibilità di trovare, vedere e fare scoperte di gite entusiasmanti.

Concludo ringraziando tutti coloro che hanno contribuito a questa pubblicazione: i nomi li troverete nella prime pagine. Oltre ai ringraziamenti, rilancio verso di loro un incoraggiamento ulteriore (ma ne hanno bisogno?), che vado pedestremente a copiare dalla splendida premessa di Dario Amateis

Non fermiamoci, continuiamo a guardare le montagne con gli occhi nuovi che le tecniche, i materiali, gli allenamenti ci mettono a disposizione e ci ritroveremo… alla prossima!

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