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Terre des hommes

26/09/2010

Il Piccolo Principe lo conoscono tutti, per averlo letto o subito in una qualche fase della propria vita. L’autore è Antoine de Saint-Exupery, e sfido chiunque a non aver sbagliato almeno una volta nello scriverlo.

Antoine de Saint-Exupery

Non ha scritto solo libri “per bambini”, anzi. Il motivo che mi ha spinto a leggere questo libro è il rimando dell’amico Barry Lopez, sulla capacità dell’autore di “leggere” il paesaggio. E, infatti, in questo libro che narra di aviatori, di tempeste, di deserti, ad emergere è il paesaggio. E la sua interazione con l’uomo, la capacità del paesaggio e della natura di mettere l’uomo in condizione di esprimere le propri potenzialità.

Questi i concetti base del libro:

  • la responsabilità di ogni singolo di costruire un mondo migliore;
  • la necessità del collaborare gli uni con gli altri;
  • le potenzialità, insite in ognuno, di sviluppare grandi doti se amati, curati, accuditi.

Al di là dei grandi concetti sono impagabili alcuni camei: la cena nella grande villa in Paraguay, con le vipere che rientrano ai loro nidi sotto la tavola imbandita, oppure la descrizione della partenza dei piloti della linea postale, nella luce livida dell’alba di Tolosa, o ancora la previsione della tempesta di sabbia dal battito di ali di una farfalla.

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