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La notte del Cervino

30/04/2010
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Cervino zen

E’ difficile per me scrivere in modo obiettivo di questo libro. Perché è un libro malandrino. Lo leggi e ti butta addosso le immagini e le atmosfere di Ivrea e del Canavese, le mie terre d’origine. Pensi di sopravvivere alle ondate di ricordi, ma poi, leggendo, arrivi ai momenti bui degli anni di piombo, il rapimento di Moro, l’uccisione di Guido Rossa, e siamo da capo.  E quando i due protagonisti si concedono una breve fuga, dove vanno? A Lucca e sulla Verna, altri due luoghi dell’anima mia personale.

Ciò premesso, proverò a raccontarvi due parole su questo libro. Camanni lavora su tempi narrativi diversi, imperniati sulle vicende di una giovane giornalista e sul suo rapporto con due uomini: il padre e il direttore del giornale. Entrambi appassionati di montagna, entrambi coinvolti in un loro mondo personale che vive e scorre oltre le lotte e gli antagonismi di anni inquieti a cavallo tra il ’68 e il ’78. Un percorso di crescita a forma di spirale, che sembra tornare indietro e riavvitarsi su se stessa ma infine porta a scoprire luoghi e momenti nuovi. Il finale non è unico, perché non sono uniche le vicende narrate: quanto basterebbe per rimanere potenzialmente delusi, eppure ci si accorge che solo così poteva terminare questo libro.

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3 commenti leave one →
  1. Denise Cecilia permalink
    02/05/2010 10:20

    Domandina: quanto conta il territorio, nell’economia di questo romanzo?
    E’ sicuramente più di una scenografia, ma arriva a diventare protagonista, anche, o si ferma ad essere un supporto narrativo significativo e non sostituibile con altri paesaggi ed atmosfere, semplicemente perché elemento storico non variabile?

    • 03/05/2010 07:51

      Ciao Prof, bella domanda…
      il territorio entra nel titolo come “Monte Cervino”, e vive in sottofondo a tutto il libro. Non è, come dici tu, un vero protagonista: esiste e conforma i comportamenti e le scelte dei tre principali personaggi. Se il padre di lei non fosse stato un accanito alpinista, lei si sarebbe ribellata? in che modo? e il nuovo direttore come l’avrebbe coinvolta nelle loro uscite semi-clandestine? Di più non dico per non rovinare trama e sorpresa a chi volesse leggere il libro, ma spero di aver reso il concetto: i protagonisti sono e agiscono in un certo modo perché collocati/nati/cresciuti in un luogo geografico ben preciso.

      • Denise Cecilia permalink
        04/05/2010 18:24

        Prof? 😉
        Ottimo indizio, comunque.
        Meglio di nulla, meglio la presenza di un sottile condizionamento che nulla, sì.

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