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Un libro così così: montagne da scrivere

22/03/2010
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Ours de montagne

Mi piacciono poco i libri di scrittori che parlano di altri scrittori. Sarà che sto diventando un po’ orso come quello della foto, proveniente da questo sito . La mia impressione è che l’autore, l’esimio Spiro Dalla Porta Xidias, abbia perso una buona occasione per raccontarci della vite e delle opere di esimi alpinisti e scrittori.

Dagli encomiabili sforzi è uscito un libro i cui capitoli iniziano con un  “mi ricordo quando…” oppure “ho conosciuto/visto/incontrato…”. Poi dopo ci sono riflessioni, notizie, commenti, ma la sgradevole impressione iniziale è quella di un autore un po’ accentratore. Al di là di questo è ben vero, però, che nel leggerlo si apprezza e si valuta l’intreccio di pulsione ed azione che hanno animato le imprese di un Guido Rey, Julius Kugy o Tita Piaz  (giusto per citare i primi che mi vengono sulla penna).

Quindi, chiudendo: ottima l’intenzione, buone le notizie e le osservazioni, così così la presentazione.

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8 commenti leave one →
  1. Denise Cecilia permalink
    24/03/2010 13:11

    Tanto meglio per me, allora: contrariamente alla prima apparenza potrebbe aver qualcosa da offrire anche su terreni più scoscesi ^^
    Oggi provo a controllare in biblioteca cosa c’è.

    Buon pome,
    C.

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  2. 23/03/2010 15:25

    …beato l’orso…

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  3. 23/03/2010 11:59

    @cecilia: hai ragione, io parto da un pregiudizio di fondo che nasce dalla seguente domanda: “ecco un bel libro dove si parla di scrittori e montagna: che ci sarà mai di bello?” Poi, dopo il terzo incipit tipo amarcord, inizio a provare la fastidiosa sensazione che chi scrive lo faccia per illustrare se stesso, piuttosto che altri…
    Magari l’effetto è voluto e cercato, oppure è un modo per rompere il ghiaccio e familiarizzare con i lettori.

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    • Denise Cecilia permalink
      23/03/2010 15:13

      Non è detto che il tuo giudizio sia poi così pregiudizievole: in fondo, per chi magari la sbircia ma della montagna sta ai margini, la formula di presentazione ha un’impatto relativo, conta altro; ma per chi la vive è giusto sia diversamente. Nel mio caso, da solo, l’addendo “scrittura” e come viene trattato mi potrebbe dare la misura di quanto l’autore ci abbia dato dentro.

      Ma tu avevi letto altre cose sue?
      Ho visto su Unilibro un importante “Metafisica della montagna”. Mi lascia un po’ perplessa, non certo per l’audacia dell’argomento quanto perché risulta quasi anomalo accostato agli altri titoli più modesti. (Ora sono andata a cercarmi qualche riga che fosse di commento e mi pare a naso che abbia qualcosa da dire: magari cose che sappiamo, ma che non sono mai abbastanza ovvie, come la bellezza e l’amore).

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      • 24/03/2010 08:13

        “Metafisica della montagna”: ne avevo letto qualche stralcio e mi sono fermato. Sarà che mi mancano le basi per affrontare certi argomenti, ma un conto è scrivere delle proprie scorribande alpine ed un altro partire in quarta con la metafisica, appunto…

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  4. Denise Cecilia permalink
    23/03/2010 11:25

    Carino il sito segnalato 🙂
    Forse il libro potrebbe essere indicato a chi, come me, conosce i grandi nomi citati – appunto – per nome e poco altro; per andare oltre un vago “già sentito” e scoprirli.
    Ammazza, quanti participi.

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