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Copenhagen e dintorni

14/07/2011

30 giugno

Le nostre foto

E’ l’alba delle 4 di mattina quando ci svegliamo e dirigiamo verso Malpensa, diretti a Copenhagen.

Alle ore 6,30 siamo al Planet Parking di Lonate Pozzolo, ove lasciamo l’auto in custodia, e dopo 5 minuti arriviamo al terminal 2 di Malpensa. Check-in Easy Jet senza problemi, ed in perfetto orario decolliamo ed arriviamo a Kastrup, l’aeroporto di Copenhagen.

Seguendo i consigli della Rete cambiamo un po’ di euro direttamente in aeroporto e poi siamo pronti per raggiungere Copenhagen.

L’aeroporto è collegato alla città dal metrò e dalla ferrovia; i biglietti si possono fare a sportelli automatici che accettano senza problemi le principali carte di credito.

In meno di venti minuti siamo alla stazione principale di Copenhagen. Il nostro albergo, il Saga Hotel, è ad un isolato di distanza e la stanza è già disponibile… bene. Così possiamo posare i bagagli e uscire per pranzo.

Pranzo che si risolve in un panino mangiato al volo, tanta è la voglia di girare. In stazione comperiamo un pacchetto di 10 biglietti per i mezzi di trasporto (bus, metro e S-Tog, una specie di treni leggeri urbani), valido sulle due zone nelle quali è divisa la città. Per oggi – vista la svelgia antelucana e lo sballottamento del viaggio – ci basterà andare a vedere la Sirenetta. Corsa in S-Tog fino a Norrebro, passeggiata alla Langelinie – la nuova zona di tendenza della capitale, tra giardini e localini – e siamo davanti alla Sirenetta. Costei se ne sta accoccolata sul suo scoglio, un po’ imbronciata, a scrutare i giapponesi che la fotografano a raffica. Ritorniamo indietro per una serie di vialetti alberati ed aiuole fino alla stazione del trenino e di qui in albergo per un meritato riposo.

Sirenetta

Per la cena andiamo in centro, scendendo alla stazione di Osterrbro. Gironzoliamo un po’ finché non troviamo un locale che ci ispira, evitando fast food ed i vari ristoaranti cinesi, giapponesi e vietnamiti. Due grandiose insalatone per Elena e me, un menù bimbi per Caterina e possiamo andare a dormire. La prima giornata è stata decisamente intensa, ma siamo solo all’inizio.

01 luglio 2011

Abbondante colazione in albergo e dirigiamo verso il centro. Ci fermiamo all’ufficio turistico di fronte al Tivoli per acquistare la Copenhagen Card, una tessera valida da uno a tre giorni che consente libero accesso a tutti i mezzi di trasporto e a decine di musei ed attrazioni. Nei prossimi tre giorni la sfrutteremo a dovere (Caterina, che ha meno di 12 anni, non pagherà praticamente nulla).

 

Dalla piazza del municipio ci incamminiamo per lo Stroget, la lunghissima via pedonale che taglia tutto il centro della città. La prima deviazione è per visitare la Vor Frue Kirche, la cattedrale di Copenhagen, dalle linee molto semplici ed essenziali. Interessanti all’interno le statue degli apostoli e di Gesù Cristo in marmo bianco, fatte da Thorvaldsen all’inizio dell’800.

La seconda deviazione la facciamo per salire sulla Torre Rotonda (Rundetarn), una torre-osservatorio, costruita dal re Cristiano IV nel 1637, dalla quale si gode una bella vista sulla città. É particolare il fatto che si sale per una rampa ad elica senza scalini, se non per gli ultimi metri. Con la nostra carta l’ingresso è gratuito.

Lo Stroget termina a Kongens Nytorv, una grande piazza circondata da edifici di rappresentanza con guglie, padiglioni e torri ornate di cupole in rame. Oltre la piazza c’è il Nyhavn, il canale che congiungeva il mare alla zona commerciale della città. Ora è un posto pieno di locali, coloratissimo e molto vivace.

Da qui parte il nostro giro in barca per i canali, compreso nella card. A nostro avviso è una ottima soluzione per farsi una panoramica dei quartieri della città affacciati sul mare. Si passa attraverso gli edifici governativi di Slotsholmen e le zone ristrutturate di Christianshavn per finire dalle parti della Sirenetta. Molto bello l’accostamento tra edifici classici come il palazzo reale di Amalienborg e gli edifici moderni del teatro dell’Opera e della Biblioteca Nazionale.

 

Terminato il giro in barca pranziamo in un bar con due panini e, con l’immancabile trenino, ci dirigiamo a qualche chilometro da Copenhagen, più precisamente a Sorgenfry , per visitare il Frilandmuseet, un particolare Museo all’Aria Aperta dove sono state radunate e restaurate un centinaio di abitazioni rurali raccolte in tutta la Danimarca. Tra mulini a vento, fattorie, botteghe di fabbri e vasai passiamo un paio di ore molto rilassanti. Il consiglio è di scendere alla stazione di Lyngby e prendere il bus n. 184 che ferma davanti al museo. Il trenino ci riporta alla stazione di Copenhagen. Doccia in albergo e usciamo per cena. La scelta cade sul Caffè Hollywood, a pochi passi dallo Stroget: cena a buffet a base di verdure, pasta, carne e pesce. Infine ci trasciniamo in albergo per una sana dormita.

 

02 luglio 2011

Stamattina piove. Senza demoralizzarci prendiamo il S-Tog per Hillerod. Da qui con una passeggiata di venti minuti sotto la pioggia…) arriviamo al castello di Frederiksborg Slot, costruito secondo i canoni del ‘600 dal re Cristiano IV e circondato da un enorme parco. Visita interessante per la quantità di stanze arredate con mobili di diverse epoche e la vastità della cappella e delle sale di ricevimento..

 

Pranzo ad un chiosco in Hillerod e poi nuova corsa in treno fino a Helsingor per visitare il castello di Kronborg Slot, imponente fortezza a guardia dello stretto sull’Oresund. dove Shakespeare ambientò “Amleto”. Qui, sul mare, splende il sole.

Entriamo nelle diverse cerchie di mura, fino al cortile principale, e facciamo il giro dell’esterno della fortezza, in vista delle coste svedesi.

Una passeggiata per le strade medievali di Helsingor e poi con un treno rientriamo direttamente a Copenhagen.

All’ora di cena si scatena un nubifragio impressionante, che allaga la città. Riusciamo a malapena a raggiungere un negozio di alimentari di fronte all’hotel per rimediare qualche genere di conforto, e andiamo a letto un po’ affamati… confidando nella ricca colazione dell’indomani.

 

03 luglio 2011

Particolare onore alla colazione, oggi, per rimediare alla mancata cena! Alla stazione di Copenhagen il numero di treni cancellati testimonia l’impatto del nubifragio della sera prima.

Chiedendo all’efficiente ufficio informazioni troviamo il treno per Roskilde. Questa tranquilla cittadina a ovest di Copenaghen, è famosa per tre motivi: l’imponente cattedrale dove sono sepolti gran parte dei re Danesi, il Vikingeskibshallen, museo dove si trovano i resti di cinque navi vichinghe e il Festival di musica Rock che si tiene proprio in questi giorni (il secondo per importanza in Europa, dopo Glastonbury).

 

La nostra meta principale sono le navi. Splendido l’allestimento del museo, in riva al mare con grandi vetrate sul porto. Oltre ai reperti archeologici sono interessanti il film che illustra la ricostruzione della nave più grande – ormeggiata nel porticciolo – e la sua navigazione ai giorni nostri nel Mare del Nord, fino alla natia Irlanda in cui venne costruita, intorno all’anno Mille. Belli anche i laboratori di lavorazione del ferro, del legno e delle corde, compresi nel biglietto del museo. Di ritorno alla stazione vorremo fermarci a visitare la cattedrale, ma è chiusa per la pausa pranzo. Pazienza. In stazione c’è una moltitudine di ragazzi con sacchi a pelo e stivaloni di ritorno dal concerto rock e diretti anch’essi a Copenhagen. Attimi di smarrimento di fronte alla folla, poi intervengono con efficienza gli addetti delle ferrovie e, con calma e civiltà, ci imbarchiamo tutti sul treno giusto e presto siamo a Copenhagen.

Da qui andiamo alla Ny Carlsberg Glyptotek, raccolta di arte donata dal magnate Carlsberg alla città. Saranno il caldo e l’ora, ma la visita non ci entusiasma particolarmente. Usciamo e le prime avvisaglie di un temporale ci fanno rientrare di corsa in albergo. All’ora di cena il diluvio è finito e allora andiamo in centro da RizRaz. Super buffet di verdure, pasta, felafel, lasagne e ogni ben di Dio per salutare l’ultima sera di vacanza.. domani si torna a casa.

 

04 luglio 2011

Ultima mattina di vacanza.

Prendiamo l’autobus per andare a visitare Christiania, la comunità hyppie che negli anni ’70 ha colonizzato una enorme area militare nel cuore della città. Murales, qualche bancarella, cartelli di “No photo”, casette sperse nel verde. Dopo una breve passeggiata usciamo – un po’ perplessi – e, sempre in bus, arriviamo al modernissimo teatro dell’Opera, affacciato su un canale. Da qui aspettiamo il vaporetto che ci porterà all’edificio altrettanto moderno della Biblioteca nazionale (il”Diamante Nero”) e poi, ancora una volta, al Nyhavn. Da qui a piedi ci portiamo davanti al palazzo reale di Amalienborg, in tempo per il cambio della guardia di mezzogiorno. Puntualissimi arrivano i soldati in colbacco e, per la gioia dei turisti, mettono in scena la cerimonia quotidiana. Vista alla vicina Marmorkirhce (imponente da fuori, molto cupa ed austera all’interno); panino a Nyhavn e camminata fino ai giardini di Rosenborgslot, altro castello reale al centro della città.

Di qui corsa in trenino a ritirare i bagagli in hotel e poi ultimo viaggio per l’aeroporto. In perfetto orario Easy Jet ci riporta a Malpensa: la vacanza è davvero finita.

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2 commenti leave one →
  1. 19/07/2011 19:38

    Ciao! Ero curioso di leggere cosa scrivevi a proposito del violento nubifragio, che ha avuto eco anche in Italia: un evento meteo del tutto straordinario.

    • 27/07/2011 15:24

      Massima compostezza e calma olimpica di fronte alla calamità… Grace under pressure, non si dice così?

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